MATTIA BONZI

STUDENTE DI GRAFICA E COMUNICAZIONE

ASPIRANTE WEB-DESIGNER

Mattia.bonzi@itsosmilano.com

STORIA

Programma svolto, anno scolastico 2015/2016 4F

 

CONTRORIFORMA CATTOLICA

 

Nel 1500 l’Europa viene scossa dalla riforma protestante che spacca in due la chiesa cattolica, che si vede quindi costretta ad attuare una controriforma per arginare il fenomeno del protestantesimo.

 

L'assemblea fu convocata la prima volta nel 1537 a Mantova e una seconda a Trento nel 1542, dove i padri conciliari riuscirono finalmente a riunirsi solo nel dicembre del 1545. Questa sede fu scelta al confine tra l'Italia e l’Impero Austro-Ungarico proprio per sottolineare la volontà di trovare un compromesso con il mondo riformato.

Tuttavia i contrasti tra il papa e l'imperatore bloccarono i lavori dell'assemblea che fu spostata da Trento a Bologna nel 1547 per volere di Paolo III e infine sospesa nel 1549 in seguito alle proteste imperiali.

Nel 1551 il concilio fu riconvocato a Trento da Giulio III, ma l'anno dopo fu nuovamente interrotto a causa delle nuove guerre.

Durante il pontificato di Paolo IV (1555-59) esso subì una battuta d'arresto e si assistette a una svolta autoritaria della Chiesa di Roma con l'intensificarsi dei processi inquisitoriali e del controllo sulla circolazione dei libri.

Durante dall'ultima fase si aprì una stagione caratterizzata dal grande sforzo della Chiesa di Roma di attuare tale programma attraverso la riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche, il controllo sulla moralità dei costumi e sulla vita religiosa dei fedeli.

 

Tra le figure più significative di questo rinnovamento merita ricordare San Carlo Borromeo, che svolse la sua attività nella diocesi di Milano.

Nei decenni seguenti, la Chiesa promosse inoltre i viaggi dei missionari sia nei continenti più lontani, dall'America Centrale e Meridionale al Giappone e alla Cina, sia nelle campagne europee, dove la cultura cristiana era rimasta molto in superficie. Questa riaffermazione della Chiesa cattolica si avvalse anche dell'attività dei nuovi ordini religiosi sorti proprio nel corso del 16° secolo: per esempio i Teatini, i Barnabiti, i Cappuccini, i Somaschi, gli Oratoriani e soprattutto i Gesuiti, fondati dallo spagnolo Sant'Ignazio di Loyola nel 1540, che si distinsero per l'attività missionaria e per il grande ruolo culturale e politico che ricoprirono in tutta Europa nei due secoli seguenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ELISABETTA I

 

In Inghilterra durante la seconda metà del cinquecento si svilupparono forti tensioni religiose.

Questo a causa di Enrico VIII che per potersi separare dalla sua prima moglie, fondò l’anglicanesimo, la religione di Stato inglese il cui capo era il monarca stesso.

Il succedersi di Maria I Tudor, Che invece sosteneva una politica cattolica, Portò ad una destabilizzazione del governo inglese, Fino alla ascesa sul trono di Elisabetta I che ristabilì l’anglicanesimo.

Elisabetta diventò regina d'Inghilterra ha solo 25 anni nel 1558, inutilmente osteggiata dai cattolici e nobili inglesi.

Regnò per 45 anni, fino al 1603, garantendo all'Inghilterra un lungo periodo di pace e prosperità.

Sotto la sua guida all'Inghilterra divenne una potenza coloniale di prima grandezza ed avviò un processo di riorganizzazione sociale ed economico che avrebbe portato cinquant'anni più tardi alla rivoluzione industriale.

Questo periodo fu molto fiorente anche per l'arte inglese, con l'apertura di molti teatri pubblici che permisero al teatro di diventare un'arte popolare.

Nasce la compagnia delle indie orientali, prima società di navigazione privata.

 

In seguito ai contrasti con la cugina Maria stuart, regina di Scozia, Cattolica, Elisabetta si vede costretta ad imprigionarla ed infine a decapitarla per poter mantenere la stabilità interna del paese.

La sua morte scatena l'ira di Filippo II, sovrano di Spagna, che sperava attraverso Maria di riuscire a riconquistare il suo potere in Europa.

Nel 1558 Filippo II decide d'inviare la sua temibile flotta (invincibile armada) A fronteggiare quella inglese, che ottiene una vittoria schiacciante grazie anche ad una tempesta che si scatena nella manica e che affonda quasi la metà delle navi spagnole.

 

In Spagna manca una classe borghese imprenditoriale che investa in attività produttive o compagnie commerciali, e questo segna una arretratezza che sarà sempre più evidente con il passare degli anni, la Spagna ha perso la sua egemonia in Europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’EUROPA DEL 600

 

Si avvia una modernizzazione del modo di pensare e di concepire le guerre, non più religiose, ma strumento di controllo e di risoluzione delle controversie internazionali, guerre territoriali, dinastiche, commerciali.

Nasce la diplomazia, si formano eserciti permanenti, il soldato diventa un lavoro.Inizia a formarsi lo stato moderno:

Si afferma il pluralismo religioso in Europa.

 

In questo secolo si profilano due diversi metodi di governo, completamente opposti.

 

  • Monarchia Assoluta

Lo stato è concepito come un possedimento del sovrano (privato), ignora le esigenze e i diritti dei popoli che lo abitano.

Il potere è di origine divina e concentrato nelle mani di una sola persona, le diseguaglianze sociali sono giuste. (Francia, Spagna, Russia, Prussia, Austria).

Crisi della nobiltà, che preserva i suoi privilegi, senza però avere potere nelle decisioni dello stato.

Processo di progressivo accentramento del potere che mira all'unificazione territoriale, all'accentramento amministrativo e all'uniformità religiosa.

Principio sostenuto dal filosofo e teorico inglese Thomas Hobbes.

 

  • Monarchia parlamentare o costituzionale

Lo stato è formato dal popolo che lo abita.

Il sovrano ha il solo compito di amministrarlo.

Viene sancita una costituzione (o carta di diritti) che esplicita i diritti fondamentali dell’uomo e impone al monarca il controllo del parlamento.

Principio sostenuto dal teorico e filosofo inglese Jonh Locke

 

 

 

Cresce l'espansione coloniale di natura commerciale e non politico-militare, gestite da compagnie private, (autorizzate e/o partecipate dallo stato).

Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo e Olanda si espandono verso le Americhe, il Nord Africa e l’india.

Segue una fase di ristagno economico e dello sviluppo demografico.

Nascono due nuove filosofie commerciali, atte a favorire il mercato interno di uno stato.

Il mercantilismo: Impone un controllo statale sui commerci, nascono le manifatture e le compagnie di stato.

Il protezionismo: E’ un pensiero che favorisce la produzione interna e le esportazioni, attraverso una sistematica serie d'investimenti e miglioramenti, e l’imposizione di pesanti dazi sulle merci importate dall’estero.

Inizia un processo di laicizzazione del pensiero (basi illuminismo): nuove scoperte scientifiche, riflessione sul ruolo della ragione e sulla divisione dei poteri.

L'Austria retta dagli Asburgo, acquisisce nuovi territori e contrasta l'espansionismo dell'impero ottomano.

 

 

 

Prussia

 

Governata dagli Hohenzollern diventa una grande potenza militare, si espande e controlla territori sparsi in Europa.

 

 

 

Russia

 

Governata dalla dinastia dei Romanov, è arretrata ma in fase di modernizzazione.

 

 

 

Italia

 

Continua la frammentazione territoriale, si aggiunge, oltre alla Francia e alla Spagna, anche l'Austria come dominatore straniero (Milano e Napoli)

Gli unici territori indipendenti sono: Repubblica di Venezia, Stato della chiesa, regno di Sardegna (Savoia).

 

 

 

Spagna

 

Dopo aver dominato la scena mondiale fino al 500, adesso perde potere, è costituita da regioni più o meno indipendenti.

Si scatenano ribellioni interne (Catalogna, Napoli (Masaniello), Palermo, Portogallo, Paesi Bassi)

Il re controlla direttamente solo le colonie.

 

 

 

Francia

 

Si sviluppa e afferma l’assolutismo monarchico.

Governata per la prima metà del 600 da Luigi XIIV e dal cardinale Richelieu, primo ministro;

E successivamente da Luigi XIV e dal cardinale Mazzarino.

Vieni inizialmente concessa la libertà di culto (Editto di Nantes) che viene poi revocata.

Si attua una politica mercantilistica e protezionistica, con il ministro delle finanze Colbert.

La Francia si avvia a diventare una delle più grandi potenze europee.

Il re fece costruire la reggia di Versailles, per intrattenere la nobiltà con danze, balli, battute di caccia e tagliare alloro contatto con l’esterno e il popolo.

Questo gli consente di governare la Francia con alcuni fidati ministri e senza l’intrusione della nobiltà.

 

 

 

Province unite (Olanda)

 

Stato federale che nasce dall'unione dei territori dei paesi bassi già autonomi e quelli che hanno ottenuto l’indipendenza dalla Spagna.

Ordinamento di tipo repubblicano, in cui borghesia e aristocrazia governano insieme, tolleranza verso le minoranze, laicizzazione dello stato.

Nel 1602 nasce la compagnia olandese delle indie orientali, compagnia privata ma sostenuta dallo stato che ha il monopolio del commercio delle spezie.

Diventa una delle principali potenze mercantili europee, a scapito del Portogallo, in conflitto con l’Inghilterra, con cui nascerà poi una guerra per il controllo dei mari.

 

 

 

Inghilterra

 

Con Enrico VIII lo stato si appropria dei beni della chiesa e li ridistribuisce alla nobiltà e alla borghesia.

Ascesa dei nuovi ceti sociali imprenditori, anche non nobili, allargamento divario sociale; alla camera dei lord si affianca la camera dei comuni. (costituita da borghesi).

Privatizzazione delle terre, pascoli e boschi comuni, di conseguenza la popolazione rurale viene espropriata dalle proprie terre e si vede costretta a convertirsi in manodopera salariata, nasce il proletariato.

Le grandi masse emigrano verso la città.

 

Londra in un secolo cresce di sette volte, si rafforzano i traffici del porto, crescono i traffici in oriente e l’esportazione della lana, nasce una editoria libera senza censura.

 

Giacomo I (1603 - 1625)

Costituisce una corte privata di fedelissimi che suscita l'avversione degli esclusi e affida il potere al primo ministro che governa in modo esclusivo;

Sopravvive ad un attentato dei cattolici, che poi scatenerà una caccia ai cristiani..

Si profila una spaccatura all’interno ella chiesa anglicana, nasce la corrente puritana che vuole escludere il re dalla vita religiosa, affidando a guida della chiesa a degli anziani eletti dai fedeli.

 

Carlo I (1625-1649)

Politica d'inasprimento fiscale, causa una apertura di conflitto con il parlamento, politica repressiva contro i puritani, si scatena una rivolta in Scozia.

Nel 1628 il parlamento costringe Carlo ad accettare la petizione dei diritti, che gli impedisce d'imporre tasse senza l'autorizzazione del parlamento.

 

Carlo scioglie il parlamento in due occasioni, ma poi lo riconvoca perché ha bisogno di fondi per sedare la rivolta scozzese e irlandese (cattolica).

 

Nel 1642 si scatena la guerra civile inglese, il re fa irruzione in parlamento con l’esercito, i parlamentari scappano e si organizzano un loro esercito.

 

Si scontrano da una parte il re appoggiato dai lord, dal clero e dalle regioni del nord ovest, dall'altra i ribelli (guidati da Oliver Cromwell), appoggiati dalla borghesia dai puritani e dalla Scozia.

L'esercito del parlamento vince, ma si apre una spaccatura interna, tra i radicali (repubblica) e moderati (accordo con il re).

Cromwell mantiene il controllo della situazione, il re viene catturato e decapitato, viene proclamata la repubblica.

Cromwell seda violentemente la rivolta irlandese, instaura una dittatura personale, ma alla sua morte il figlio non è in grado di mantenere il controllo, il parlamento richiama Carlo II figlio di Carlo I e si re instaura la monarchia.

 

Accresce il potere decisionale del parlamento, Carlo II accetta le condizioni del parlamento e promette la tolleranza religiosa.

 

Inghilterra promulga l'atto di navigazione, impedendo a tutte le navi non inglesi di navigare nei mari inglesi.

Seguono una serie di guerre commerciali che contrappongono Inghilterra e Olanda, per il controllo dei mari.

 

Alla morte di Carlo II, il parlamento invita Guglielmo d’Orange a prendere il torno d'Inghilterra, costringendolo a firmare la carta dei diritti (Bill of Right).

Nasce la prima costituzione e la prima monarchia parlamentare.

Per evitare che si ripresentino situazioni simili, il parlamento emana la carta di successione, che impedisce ad un re cattolico di prendere il potere.

Nasce la separazione dei due gruppi parlamentari :

Tories, Conservatori.

Wihigs, liberali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GUERRA DEI TRENT’ANNI

 

La prima metà del 600 europeo venne insanguinata da una violenta guerra che si protrasse dal 1618 al 1648.

I motivi dietro a questa guerra sono vari, principalmente si vedono scontrarsi due fronti: quello protestante e quello cattolico.

Le motivazioni religiose, servono in reità a nascondere gli interessi politi di ciascuno stato.

 

Le due fazioni sono composte da:

Unione evangelica: Guidata dalla Boemia, con l’appoggio dei principi protestanti tedeschi, della Svezia, Danimarca, Francia e Olanda.

Lega cattolica: Guidata dagli assurgo d’astri a con l’appoggio della Spagna e dei principi cristiani.

 

Il confitto si sviluppò in più fasi nell’arco di trenta anni.

 

  • Fase Boemo-Palatina (1618-1625)

In seguito al tentativo dell’imperatore di cattolicizzare la Boemia, a Praga vengono defenestrati alcuni funzionari imperiali, scatenando la guerra.

Al termine di questa prima fase, la Boemia e il Palatinato vengono sconfitti e annessi all’impero.

 

  • Fase Danese (1625-1629)

Il re di Danimarca si allea con il fronte protestante, venendo però sconfitto, è corretto a rifugiarsi sulle isole danesi ed accettare la pace di Lubecca.

Ferdinando I con l’editto di restituzione, impone la restituzione di tutti i beni confiscati alla chiesa negli anni.

 

  • Fase svedese (1630-1635)

Interviene il re di Svezia, ottenendo inizialmente alcune vittorie, viene successivamente sconfitto e viene stipulata la pace di Praga,

Viene revocato l’editto di restituzione, ma i protestanti devo promettere fedeltà all’imperatore.

 

  • Fase francese (1635-1648)

La Francia entra ufficialmente in guerra, ottenendo, insieme alla Svezia e la Catalogna, molte vittorie in Spagna, Italia e Germania.

Iniziano le trattative di pace, a Westfalia, firmata da tutti gli stati in causa, tranne che dalla Spagna che continua la guerra con la Francia.

La pace sancisce definitivamente la libertà di culto secondo il principio “Cuius regio e ius religio” ossia i principi possono scegliere la religione di stato del proprio stato, i sudditi devono attenersi.

Stabilisce anche definitivamente l’indipendenza dell’Olanda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TEORIE POLITICHE DI HOBBES E LOCKE

 

Per poter comprendere le teorie politiche e sociali elaborate dai due filosofi ingessi nel 1600, bisogno prima definire il cosiddetto “stato di natura”.

Lo “stato di natura” è la condizione “Iniziale” dell’uomo in cui è assente qualsiasi tipo di società.

 

  • Hobbes

Sostiene che nello stato di natura l’uomo non sia in grado di relazionarsi con gli altri, se non attraverso il conflitto.

La sua concezione di stato di nauta è una perenne guerra, in cui ci si scontra tutti contro tutti, senza una logica.

L’unica alternativa, secondo Hobbes, a questa situazione è la cessione di tutti i propri “diritti naturali” a qualcuno di superiore (il Re) che per diritto e dovere divino, ha il compito di mantenere gli equilibri tra le persone e garantire sicurezza.

Lo stato è indispensabile e insostituibile.

Si parte dal presupposto che la cattiveria sia una proprietà intrinseca nell’uomo.

 

  • Locke

Sostiene che l’uomo, come essere intelligente, sia in grado di autoregolarsi e di relazionarsi pacificamente con gli altri, sono saltuari elementi esterni che fanno nascere i conflitti.

E’ secondo lui, l’introduzione del denaro e del commercio, che spinge l’uomo ad accumulare beni, più di quelli che gli sono necessari per vivere (consumismo), e a far nascere l’esigenza di uno stato, una entità a cui tutte le persone concedono la tutela dei propri “diritti naturali” (vita, libertà, uguaglianza).

Questa cosa avviene solo momentaneamente e il popolo si riserva il diritto di sovvertire lo stato, nel caso che questo non rispetti i cosiddetti “diretti naturali”.

Il potere è legittimo solo se appoggiato dal popolo.

Non esiste il potere di natura divina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ETA’ DELLE RIVOLUZIONI

 

 

ILLUMINISMO

 

L'illuminismo nasce nei primi anni del 700, con la pubblicazione dell'enciclopedia (1751), è una nuova forma di pensiero che permette a tutti gli uomini di comprendere le leggi della natura e della società, eliminando il privilegio delle autorità politiche e religiose sulla verità.

Stabilisce libertà di pensiero e dei parola per tutti.

L'uomo può usare le sue conoscenze per cambiare la propria condizione di vita.

 

Nasce la figura dell'intellettuale (filosofo), diventano una guida per il resto della popolazione.

Il termine non è intesto come oggi, un filosofo ha competenze in vari ambiti del sapere e si interroga sulla società e sul mondo.

Nasce anche l'opinione pubblica, ossia l’insieme di tutti coloro che leggono/ascoltano gli scritti degli intellettuali.

Nascono società, accademie e salotti, al di fuori del mondo istituzionale e accademico.

 

La relazione degli illuministi con il potere assoluto è contraddittoria, da un lato sostengono la necessità che ci siano più diritti per i sudditi, dall'altro collaborano con i sovrani per ottenere delle riforme a vantaggio del popolo che però non mettano in discussione il potere monarchico.

Il fenomeno viene denominato "Dispotismo Illuministico”.

I sovrani concedono la riorganizzazione del sistema fiscale, la riduzione dei privilegi del clero e la riorganizzazione della giustizia secondo un concetto di equità proposto dai filosofi.(Austria, Prussia, Russia, ducato di Milano, Toscana e Napoli).

 

È necessaria la libertà di stampa, per il conforto delle idee perché, non esistendo più una verità assoluta è necessario tutelare le verità relative.

Rimane la censura dello stato della chiesa, con l'indice dei libri proibiti.

Nasce la stampa periodica e l'editoria, con grande successo di due nuove generi letterari.

Saggi: Brevi testi di apprendimento

Pumphlet: Brevi saggi su argomenti di attualità. (Dei delitti e delle pene - Cesare Beccaria)

 

Nell'illuminismo convivono fiducia nella ragione per perseguire la felicità individuale e trasformare la società e un pessimismo legato alla difficoltà di poter sconfiggere il "male” (Dolore Malattia Morte) che sono inscritte nella condizione umana dalla finitezza biologica e dalla fragilità umana.

 

 

Conoscenza

Il compromesso tra verità scientifica e religiosa non regge più, le nuove scoperte costringono a relativizzare i modelli precedenti.

La scienza diventa il centro di ogni sistema di conoscenza

 

 

Diritto

Ci sono più poteri forti che esercitano il potere giuridico, creando confusione.

Viene quindi sottratto il diritto dalla sfera della religione e viene proposta l'idea che sia un contratto tra tutti gli uomini.

I sistemi legislativi devono essere adeguati alle esigenze della società, ci devono essere delle garanzie per gli accusati, vengono messi in discussione la tortura e la pena di morte, che venivano spettacolarizzate per essere un deterrente molto forte.

Viene ridefinita l’importanza della certezza e dell’immediatezza della pena, che deve però essere commisurata al reato commesso.

 

Economia

L'organizzazione economica è strutturata in modo da garantire dei privilegi a pochi.

Infatti le tasse non sono commisurate alla ricchezza dei contribuenti e lo stato controlla il prezzo dei beni di prima necessita (pane)

Si vuole creare un sistema di tassazione che tenga conto della disponibilità del contribuente.

La ricchezza viene misurata sulla base delle terre possedute.

Nascono i primi catasti, atti ad annotare i possedimenti di ciascuna persona.

Si favorisce il liberismo in campo economico, basato sull'abolizione delle tasse doganali, la libera circolazione delle merci e la liberalizzazione dei prezzi delle merci.

 

 

 

 

 

 

PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

 

È un fenomeno che nasce in Inghilterra verso la metà del '700, e che si può sviluppare grazie ad alcune condizioni favorevoli:

 

Grossa disponibilità di denaro dovuta alle numerose colonie in America.

Una classe borghese aperta alle nuove idee.

Il fenomeno di migrazione di massa verso le città, dovuto alle enclousures.

L’invenzione della macchina a vapore (James Watt 1733).

 

Le prime fabbriche a sorgere furono quelle tessile, perché l’Inghilterra aveva a disposizione grosse quantità di lana (prodotta in loco) e di cotone (proveniente dall’America).

Inoltre aveva ingenti quantità di carbone, grazie alle numerose miniere inglesi, che subirono anch’esse un forte sviluppo, dovuto all’aumento della richiesta di carbone per le macchine a vapore.

Nasce il proletariato, ossia la massa di operai che lavora nelle fabbriche. (Il termine “proletariato” deriva da “prole” ossia figli, perché sono talmente poveri che possiedono solo i loro figli).

Nasce anche il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori, con salari bassissimi e orari di lavoro fino a 16 ore al giorno.

Presto i proprietari delle fabbriche iniziano a preferire il lavoro femminile e minorile, che è ancora meno retribuito.

Presto iniziano le prime proteste e ribellioni, nel 1779 ha luogo la prima manifestazione operaia.

Le città diventano sempre più grandi e si ha un notevole aumento demografico, con un conseguente calo delle condizioni di vita.

 

 

 

 

 

 

RIVOLUZIONE AMERICANA

 

L'emigrazione dall'Inghilterra comincia nel 500, anche se il boom è nel 700.

Le persone si spostano per iniziativa privata, sai chi è in cerca di fortuna che chi è perseguitato

No esiste un una classe nobile, che ovviamente rimane nel vecchio continente.

A metà dell 700 ci sono circa 13 colonie nel nordamericana, che sono molto prospere per l'abboanza di terre e di lavoro.

In pochissimo tempo la popolazione cresce esponenzialmente.

 

L’economia si sviluppa in modo molto diverso nelle colonie del nord e quelle del sud:

 

Quelle al nord sono state le prime ad essere fondate, dai puritani emigrati perché perseguitati sono legate al commercio di pelli e legnami.

E’ presente solo la chiesa anglicana, a cui aderisce tutta la popolazione.

 

Le colonie del sud si basano sulla coltivazione estensiva di cotone e tabacco.

Gli schiavi lavorano nei latifondi, costretti a condizioni di lavoro disumane.

E’ presente sia la chiesa cattolica che quella anglicana.

La maggior parte della popolazione è costituita da schiavi importati dall'Africa.

La tratta degli schivi venne abolita all'inizio dell'800 (1814) e la schiavitù fu proibita solo alla fine della guerra civile americana cinquanta anni più tardi (1865).

 

Nella società americana convivono aspetti contraddittori da una parte la difesa della libertà, dall'altra la schiavitù e il razzismo.

 

C'è un sentimento di appartenenza alla corona britannica da parte delle colonie.

L'Inghilterra ha interessi di controllo commerciale e economico, non politici, infatti attraverso gli atti di navigazione costringe le colonie ad entrare in un sistema commerciale chiuso ed esclusivo, ma manca una struttura di controllo in grado di garantire che le condizioni imposte con l’atto di navigazione vengano rispettate.

Le colonie si gestiscono autonomamente attraverso assemblee locali.

 

Alla fine dei conflitti tra Francia, Inghilterra e Spagna per il controllo dell’America settentrionale è necessario riorganizzare la politica coloniale, l’Inghilterra decide quindi di:

Imporre nuove tasse

Controllare l'espansione verso ovest attraverso dei funzionari inglesi

Aumentare l’efficienza del controllo doganale

Imporre il divieto di stampa della moneta

 

Questa nuova organizzazione fa s che cresca l'indignazione e la volontà di avere rappresentanza politica nel parlamento inglese per poter avere un controllo maggiore sulle decisioni chi li riguardano.

Inizia il dibattito pubblico tra i coloni, anche attraverso la stampa.

Iniziano a manifestare il loro dissenso attraverso assalti a uffici e funzionari, boicottaggi, sabotaggi e scontri aperti con le truppe inglesi.

L'Inghilterra abolisce le nuove tasse, ma continuano le manifestazioni di dissenso (boston tea party) contro il monopolio del commercio del the da parte della Compagnie delle Indie (inglese).

 

Le assemblee locali si trasformano in parlamenti, che si riuniscono in un congresso ed elaborano una serie di richieste.

Chiedono l'autonomia amministrativa e fiscale, e il riconoscimento dei parlamenti coloniali alla pari di quello di Londra.

Giorgio III rifiuta le richieste dei coloni e manda l'esercito per reprimere la ribellione.

Le colonie organizzano un esercito di volontari per combattere le truppe inglesi. (1775-1783)

I coloni riescono a vincere anche grazie all'aiuto di francesi e spagnoli, che si prendono una rivincita sull'Inghilterra, e che vengono ricompensate con territori.

Nel 1776 il congresso proclama la dichiarazione d'indipendenza in cui per la prima volta della storia vengono esplicitati i diritti della persona.

Gli Stati Uniti sono la prima repubblica democratica della storia, ma vengono esclusi dal godimento dei diritti gli afroamericani, i nativi e le donne.

 

I diritti stabiliti sono:

 

  • Diritto di proprietà
  • Diritto di voto
  • Diritto di libertà individuale

 

Nell'espansione verso ovest gli Stati Uniti sperimentano una annessione paritaria dei nuovi stati.

 

Ottenuta l'indipendenza si presentarono due opzioni, creare dei singoli stati indipendenti oppure degli stati federali, vince l'opzione federale.

Nel 1787 viene promulgata una costituzione federale, 1789 nasce lo "Stato Nazionale Federale Repubblicano degli Stai Uniti d'America"

Il generale George Washington diventa il primo presidente degli stati uniti.

La divisione dei poteri è:

Congresso: potere legislativo (è diviso tra la camera dei rappresentanti, eletti direttamente dai cittadini e il senato, eletto dai parlamentari).

Presidente: Eletto dai cittadini, potere esecutivo (governo, esercito, giustizia)

Questo sistema permette un potere centralizzato ma allo stesso tempo garantisce una certa autonomia locale.

 

Il diritto di voto è esteso fino all'80% della popolazione maschile bianca.

Nasce il mito americano (sogno americano) l'aspirazione al successo personale.

 

 

 

 

 

 

RIVOLUZIONE FRANCESE

 

La società francese si basa sulla divisione in 3 classi (o stati) sociali.

 

  • 1° Stato: Nobiltà
  • 2° Stato: Clero
  • 3° stato: Il resto della popolazione (98%)

 

I primi due stati possiedono la terra, vivono di rendita per i tributi ricevuti dai contadini, non pagano le tasse, detengono il monopolio delle cariche istituzionali e militari, hanno accesso alla vita politica del paese, non sono giudicati dal diritto comune.

Il terzo stato è l'unico a pagare le tasse (decima, affitto, pedaggi, tasse in più), comprende tutta la popolazione (contadini, salariati, piccola, media, alta borghesia).

 

Nel 1789 si ha un pessimo raccolto, si alza il costo del pane, crollano i consumi, aumenta la disoccupazione, il terzo stato cade in una situazione di estrema povertà e fame.

 

Luigi XIIV salito al trono nel 1774 si trova una situazione economica difficile, dovuta alle spese delle guerre, e agli sprechi della nobiltà.

Unica soluzione offerta dai ministri del re fu quella di far pagare le tasse ai nobili.

I nobili per difendere i propri privilegi convocano gli stati generali, un'assemblea in cui il potere di voto è diviso sui tre ordini.

Si vota per ordine e non per testa, e quindi la richiesta del 3° stato è che il numero di rappresentanti sia uguale per tutti.

L'elezione dei deputati per gli stati generali avviene in migliaia di assemblee locali sparse su tutto il territorio francese e vengono intercettate tutte le ragioni del malcontento, tutta la società francese è mobilitata.

 

Il re acconsente a raddoppiare il numero dei deputati del terzo stato negli stati generali.

Il terzo stato avanza un'altra richiesta, di riunirsi in una assemblea unica in cui il voto sarebbe stato individuale.

Il re si oppone, ma il clero di campagna e alcuni nobili sostengono questa iniziativa, si costituisce l'assemblea nazionale con l'obiettivo di dare una costituzione alla Francia. (Giuramento della pallacorda)

 

Il re richiamò l'esercito attorno a Parigi, il popolo organizza la difesa della città.

Esasperata da questa situazione di tensione, la gente assale e distrugge la Bastiglia (prigione politica) 14 luglio 1789.

In tutte le principali città di Francia vengono cacciati i funzionari del re, si creano governi rivoluzionari, e nasce la guardia nazionale.

I contadini assalgono i castelli rivendicando il possesso della terra

L'assemblea teme che venga messa in discussione il principio della proprietà privata, perciò decide di rendere possibile l'acquisto regolare delle terre a prezzo di mercato.

Viene varata la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, basata su tre principi, uguaglianza, libertà, e sovranità popolare

La Francia non appartiene più ad sovrano ma al popolo e tutti sono uguali davanti alla legge (re, nobili compresi).

Il re si rifiuta di firmare la dichiarazione dei diritti e i decreti anti-feudali, il popolo marcia su Parigi e quindi la guardia nazionale interviene per fermarla, ma viene sconfitta ed il re viene obbligato a lasciare Versailles e a trasferirsi a Parigi, per poter essere controllato dal popolo.

 

Nel 1791 viene scritta una nuova costituzione.

 

  • L'assemblea popone una nuova divisione e dei poteri:
  • Legislativo: Assemblea
  • Esecutivo: Re
  • Giudiziario: Giudici eletti dal popolo

 

Viene riformato il sistema penale, abolendo la tortura.

Riforma del sistema fiscale: si formano i catasti, unica soluzione per estendere le tasse alle altre fasce del popolo, viene promulgata la costituzione civile del clero, vengono espropriate e messe in vendita terre e beni del clero.

I preti e i vescovi diventano dipendenti statali mantenuti dallo stato, quindi lo stato francese controlla la chiesa.

Si crea una spaccatura all'interno del clero tra preti costituzionali e refrattari ( il papa scomunica tutti i preti costituzionali) i ceti benestanti sono gli unici ad arricchirsi dalle vendite della terra della chiesa.

Quindi i contadini esclusi incominciano ad organizzare una controrivoluzione.

Vengono emessi decreti antifeudali: abolendo dazi interni, corporazioni, monopoli in nome del libero mercato.

Si introduce il sistema metrico decimale unificato.

Dopo la riforma amministrativa la Francia è divisa in dipartimenti, guidati da governi locali, eletti dai cittadini.

Nel 1791 la guardia nazionale spara sulla folla durante una manifestazione che chiedeva la proclamazione della repubblica, prende il nome del massacro di campo di Marte.

Fallisce il tentativo di fuga del re, appoggiato dall'Austria, scoperto il suo tradimento, firma la costituzione e proclama una guerra fittizia l'Austria (che spera di perdere).

 

La monarchia è destinata crollare.

Scoperto il complotto con l’Austria il Re viene arrestato.

L'assemblea si scioglie, e ne viene convocata un'altra a suffraggio universale maschile.

SI avvia una fase più democratica ed egualitaria.

La partecipazione politica collettiva delle masse è garantita da un'abbondanza di luoghi comuni per discutere e di testate giornalistiche, che favoriscono la circolazione delle idee.

Viene creato un esercito da Danton, aperto a tutte le classi sociali, e stimolato da idee nuove e rivoluzionarie, sentite prorpie dai soldati (Armée révolutionnaire française).

Il nuovo esercito sconfiggi quelli nemici e si spinge verso Belgio e Olanda.

Il parlamento rispecchia le divisioni politiche del paese, che vede schierate due fazioni:

 

  • Giacobini/Montagnrdi -> Radicali
  • Girondini -> Moderati
  • Pianura -> Rimangono più neutrali, si schierano da una parte o dall’altra, cambiando le sorti della rivoluzione.

 

La convenzione proclama la repubblica nel 1792.

Il re viene processato, riconosciuto colpevole di tradimento, e giustiziato l'anno dopo.

 

I paesi europei reagiscono male all'uccissione del re, inizialmente gli eserciti rivoluzionari ricevono sconfitte su tutti i fronti.

 

Internamente cresce la ribellione dei contadini (leva obbligatoria, mancata redistribuzione delle terre) la regione in cui si concentra maggiormente la rivoluzione è la Vandea.

Anche a Parigi ce l'insoddisfazione dei ceti popolari in città (per fame).

 

Le frange più estreme del ceto popolare sono i sanculotti, che fanno riferimento ai giacobini.

Chiedono il controllo dei prezzi, la requisizione dei viveri, misure contro gli accaparratori e sfruttatori, si apre un conflitto interno alla convenzione tra giacobini e girondini.

I giacobini grazie al sostegno delle masse, fanno approvare un calmiere sui prezzi, e fanno anche arrestare i deputati girondini, comincia quindi la dittatura della montagna.

 

Data la situazione molto complicata da gestire (guerra civile in vandea ed eserciti stranieri alle porte).

Viene creato un comitato di salute pubblica ed un tribunale rivoluzionari.

Comincia una fase di complotti e di assassini (peridio del terrore).

Robespierre a capo del comitato di salute pubblica, rafforza la leva obbligatoria di massa, crea una armata rivoluzionaria di sanculotti per requisire viveri nelle campagne e mette a tacere l'opposizione con ogni mezzo.

 

Vengono ghigliottinati e messi a morte tutti quelli anche solo sospettati si essere contro il governo, dal tribunale rivoluzionario (quasi 100.000 vittime).

La rivoluzione deve vincere a qualsiasi costo, per raggiungere l'ugualianza si passa sopra la libertà.

In questa fase nonostante questo tipo politica, il governo ha il forte appoggio popolare dei sanculotti.

L'esercito rivoluzionario riesce ad avere la meglio sia sule rivolte interne (vengono soffocate nel sangue tutte le ribellioni) e vengono respinti fuori da confini francesi gli esercirti nemici.

I sanculotti, forti dei successi ottenuti, iniziano ad avanzare delle richieste, come l’abolizione della proprietà privata.

 

Robespierre accentra ancora il potere nelle sue mani, prosegue l'eliminazione degli avversari ma reprime anche i sanculotti.

La palude (pianura, centro) abbandona i giacobini e si schiera con i moderati capeggiati da Danton.

Robertspierre viene arrestato e ghigliottinato.

La gestione della rivoluzione è tornata nelle mani dei moderati, cioè della grande borghesia.

Viene ristabilito il libero mercato, e quindi torna ad esserci la speculazione.

I sanculotti insorgono, ma la rivolta viene soffocata dall’esercito.

Si scatena il terrore bianco (cioè contro i giacobini).

Si rafforza in questo modo il partito monarchico che falli anch’esso.

 

Nel 1795 viene approvata una nuova costituzione che abolisce il suffragio universale ma istituisce un parlamento composto due due camere con potere legislativo e un direttorio di cinque persone con potere esecutivo.

Dalla rivoluzione rimane la libertà di stampa, di commercio e di opinione, l’uguaglianza giuridica, vengono vietate le associazioni popolari.

In questo clima nasce la congiura degli eguali (1795/6) capeggiati da Babeuf che chiede l'abolizione della proprietà privata, viene scoperto arrestato processato e giustiziato. (Simile all’italiana Carboneria).

 

L'esercito reso molto forte dalla partecipazione delle masse, diventa il braccio destro del direttorio, i generali acquistano sempre più potere vincendo le campagne militari (Belgio, Italia).

Nel 1799 dopo essere rientrato dall'Egitto (dove stava perdendo contro gli inglesi) il generale Napoleone attua un colpo di stato, liquida il parlamento, e il governo passa ad un consolato di 3 membri tra cui lui stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAPOLEONE E LE GUERRE NAPOLEONICHE

 

Nel 1796 riceve l'incarico di combattere contro Austria e Sardegna, riesce a riportare numerose vittorie e quindi a conquistare Nizza, Savoia, Piemonte e Lombardia.

Promuove la nascita delle repubbliche sorelle (Liguria, Cisalpina, Romana e Partenopea) per questo viene accolto come liberatore dai patrioti italiani, ma non concede nessuna autonomia a questi nuovi stati, che sono totalmente subordinati alla Francia, con il trattato di Campoformio del 1797 napoleone cede all’Austria la repubblica di Venezia in cambio della Lombardia e del Belgio.

 

L'assemblea considera napoleone un dittatore, ma sotto la minaccia delle armi i deputati abbandonano il parlamento.

Nasce il consolato (1799) formato da tre consoli, ma il potere è in mano solo al primo (Napoleone) che nomina ministri e funzionari e controlla il potere esecutivo.

Con la costituzione del 1799, viene reintrodotto il suffragio universale maschile, ma si riforma il sistema elettorale in modo tale da rendere inutile la partecipazione del popolo, e di ridurre il potere legislativo del parlamento.

La vita del paese viene controllata da un forte apparato di polizia e sono oppresse tutte le libertà.

 

Nel 1802 Napoleone si proclama console a vita con il consenso popolare attraverso un plebiscito pubblico.

Napoleone valorizza l'opinione del popolo stabilendo un sistema di plebiscito di massa, ma di fatto nega al popolo la rappresentanza politica

Gli organi elettivi non hanno più nessun potere.

 

Nel 1804 Napoleone si proclama imperatore dei francesi alla presenza del papa.

(potere trasmissibile per via ereditaria)

Napoleone si riconcilia con il papa, ottenendo il riconoscimento della repubblica francese, in cambio riconosce il cattolicesimo come religione della maggior parte dei francesi.

Lo stato si impegna a mantenere il clero e i preti refrattari vengono sostituiti da prelati designati da Napoleone.

Legifera per decreti (senza consultare il parlamento).

 

Tra il 1801 e il 1804 napoleone pacifica il paese, ottenendo dall’Austria, l'Italia settentrionale che diventa la repubblica italiana,

e dall’Inghilterra alcune colonie nei Caraibi e in Asia.

 

Pone fine alle lotte politiche reprimendo monarchici e giacobini.

Tradisce la rivoluzione, negando la sovranità popolare, ma allo stesso tempo, ne porta avanti alcuni valori, come laicità dello stato, l’uguaglianza di fronte alla legge e la proprietà privata.

 

Nel 1804 nasce il codice civile esteso anche alle repubbliche sorelle.

Per la prima volta viene realizzata l'unificazione giuridica del paese e viene sancita la trasformazione della società francese da una società feudale basata su caste e privilegi ad una società di liberi cittadini che godono degli stessi diritti.

Il codice civile regolamenta questi diritti tra cui la proprietà privata.

Vengono garantiti i diritti civili ma non politici, la sovranità popolare inneggiata dalla rivoluzione non può più essere esercitata.

 

Per tutelare la sua posizione e governare l'impero mette in atto una riforma di accentramento del potere, creando un sistema gerarchico alle sue dipendenze formato da prefetti e funzionari.

Viene soffocata ogni forma di autonomia locale, garantita l'unificazione legislativa del paese, aboliti tutti i privilegi dell'aristocrazia.

Vengono unificati i mercati interni, senza dazi, dogane e monopoli, con le stesse unità di misure.

Viene promosso l'avanzamento sociale tramite merito, attraverso il sistema dei concorsi pubblici.

La scuola è pubblica e laica, viene garantito l'accesso a quasi tutti, attraverso le borse di studio, nascono i licei, ma gli insegnanti sono dipendenti statali e quindi soggetti al controllo diretto di napoleone.

Viene messo in atto un forte sistema di censura (chiusi tutti i giornali di Parigi), le pubblicazioni dovevano attenersi alle veline (fonti ufficiali di stato) e rafforzato il sistema di polizia.

 

Napoleone conquista il consenso del ceto medio grazie al riconoscimento del prestigio sociale di tutti i funzionari, dei militari grazie alle promozioni che si conquistano sul campo di battaglia.

Riesce anche a legarsi la nobiltà con onorificenze che lui stesse concede (tra cui la legione d'onore).

Queste cariche e riconoscimenti sono aperte e raggiungibili da tutti, quindi l'ascesa sociale è accessibile come voluto dall rivoluzione.

 

Crea l'impero più vasto dell'epoca moderna, la Francia fa da guida e da modello istituzionale, ma si muove sul doppio binario della modernizzazione da una parte e di oppressione dall’altra.

 

Per essere controllato al meglio l’impero, viene diviso in:

  • Territori dirottamenti annessi alla Francia (entro i confini).
  • Stati satelliti governati da familiari (regno d'Italia e di Spagna).
  • Stati governati da sovrani locali fedeli a napoleone (confederazione del Reno).

 

Nel 1812 l’impero raggiunge il momento di massima espansione, strappando terre all’Austria e alla Prussia, nasce la Confederazione del Reno e il Ducato di Varsavia.

 

Dichiara guerra all'Inghilterra, troppo ben difesa dalla sua flotta, decide d'iniziare una "guerra economica" impedendo e limitando i commerci del continente intero verso l’Inghilterra.

Non è una soluzione duratura, perché presuppone un rigidissimo sistema di controllo di tutti i porti europei, ma costringe napoleone ad espandere le sue conquiste territoriali.

Gli stati che non rispettano il blocco vengono puliti, viene annesso lo stato pontificio il Portogallo e la Spagna.

 

In Spagna l'occupazione militare viene vissuta malissimo dalla popolazione locale che scatena una vera e propria guerriglia contro l’oppressore.

La rivolta viene repressa nel sangue, ma l'insofferenza alla tirannia si diffonde in Europa, anche in Germania cresce l'opposizione a Napoleone, grazie al risveglio del nazionalismo tedesco favorito dal diffondersi degli ideali romantici.

 

In Italia la modernizzazione del paese prepara la strada per l'unificazione della penisola, sopratutto perché rende i cittadini (dei diversi regni) uguali tra loro e davanti alla legge e creando il regno d'Italia nasce una prima aggregazione territoriale abbastanza ampia e unitaria.

Le speranze di cambiamento succitate dalla rivoluzione sono adesso frustrate dalla tirannia napoleonica perciò le élite italiane cominciano ad essere insofferenti e premono per l'indipendenza.

Cresce il dissenso non solo borghese ma anche contadino, perché sono costretti attraverso le tasse e la leva obbligatoria a sostenere i maggiori costi delle guerre espansionistiche napoleoniche.

 

Nel 1810 sposa la figlia dell'imperatore d’Austria.

 

Nel 1812 comincia la campagna militare in Russia, ma la strategia della ritirata adottata dai russi lo costringe ad abbandonare l’impresa.

L'esercito napoleonico è decimato dalla fame e dal freddo.

La notizia del disastro in Russia riaccende la speranza d'indipendenza delle regioni europee.

I grandi stati facendo leva sul sentimento patriottico dei popoli dichiarano guerra a napoleone.

Si apre un fronte in Spagna e in Prussia, napoleone viene sconfitto nel 1813 a Lipsia.

La Francia viene invasa, è costretto ad abdicare e confinato sull'isola d'Elba, da cui scappa per tornare al potere per soli 100 giorni e cercare di organizzare un esercito per riprendere il trono ma viene sconfitto nuovamente a Waterloo (1815) e isolato a Sant'Elena, muore nel 1821.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RESTAURAZIONE E I MOTI LIBERALI

 

Le potenze vincitrici di napoleone (Austria, Inghilterra, Russia e Prussia) si riuniscono nel congresso di Vienna nel 1815 con lo scopo di stabilizzare l’Europa dopo le guerre napoleoniche.

 

Si affermò il principio di legittimità, secondo cui i territori europei dovevano ritornare a quei sovrani che per eredità vi avevano regnato prima del 1789.

 

Con lo scopo di evitare successive rivoluzione, nasce la santa alleanza, voluta dalla Russia, e appoggiata da Austria, Prussia, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Sardegna.

 

La restaurazione avvenne contemporaneamente al successo del romanticismo, che proponeva valori di ritorno al passato.

 

In Italia il regno di Sardegna torna ad essere indipendente e riottiene Nizza, Genova, Piemonte e Savoia.

Per il resto tutti gli stati italiani finiscono sotto il controllo dell'impero asburgico: a nord nasce il regno del lombardo-veneto, direttamente dipendete dall'imperatore d'Austria, mentre nel resto della penisola i vari ducati italiani sono legati all'Austria attraverso politiche matrimoniali, unica regione non austriaca è il regno di Napoli che torna ai Borboni.

 

Sebbene formalmente si tormi alla situazione precedete alla rivoluzione francese la situazione della società è radicalmente cambiata, l’ascesa della borghesia e le conseguenze della rivoluzione industriale sono inarrestabili e l’aspirazione all’indipendenza nazionale non possono essere soffocate e porteranno ai moti rivoluzionari.

 

Anni 20 e 21

 

In Spagna c’è una insurrezione dell'esercito cui seguono due rivolte militari in Portogallo e nel regno delle Due Sicilie.

Gli insorti chiedono una costituzione sullo stampo di quella statunitense.

Insorge anche Milano con l'obbiettivo dell'indipendenza dagli austriaci e l'esercito piemontese.

Tutti questi tentativi di rivoluzione vengono soffocati nel sangue dall’intervento della santa alleanza.

 

L'insurrezione greca contro il dominio turco, dopo una prima fase di feroce repressione, grazie al sostego di una flotta anglo-franco-russa ha successo e la Grecia diventa una monarchia assoluta indipendente dall'impero turco.

Questo riaccende le speranze per tutti i rivoluzionari che quindi continuano nelle 7 società segrete ad organizzare e discutere (in Italia la Carboneria)

Fallisce la rivolta degli ufficiali russi decadresti, mentre ha successo quella nell’America latina contro il dominio spagnolo.

 

 

 

Anni 30/3

 

Il popolo di Parigi torna in piazza contro il Re Carlo X costringendolo a fuggire e proclamando sovrano luigi Filippo che concede una nuova costituzione.

Insurrezioni scoppiano anche all'interno dell'impero austroungarico

In Polonia, in Italia (Modena) ma vengono represse.

 

 

 

1848

 

Per la prima volta le rivolte esplodono contemporaneamente in tutta Europa a partire di nuovo dalla Francia, la rivolta di Parigi scoppia in seguito alla proibizione di un banchetto, il re viene costretto di nuovo alla fuga e si tengono della nuove elezioni per la prima volta in Europa a suffragio universale maschile.

Viene approvata una nuova costituzione democratica su modello di quella degli stati uniti, la Francia torna ad essere una repubblica con un presidente eletto dal popolo.

A causa però delle divisioni interne tra moderati e progressisti, il re Napoleone III riesce con un colpo di stato a riprendere il potere nel 1852.

Finisce la seconda repubblica francese.

 

Insorgono anche Praga, Palermo, Piemonte e Toscana.

I sovrani concedono costruzioni.

 

Nei moti liberali vengono coinvolte per la prima volta le masse dei lavoratori, non sono rivolte gestite solo dalla borghesia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GUERRE D'INDIPENDENZA ITALIANA

 

1848 Prima guerra d'indipendenza (Carlo Alberto) (Lombardia, Nord)

1859 Seconda guerra di indipendenza (Cavour e Napoleone III) (Sud)

1866 Terza ed ultima guerra di indipendenza (Accordo tra Cavour e Bismarck) (Veneto)

1870 Annessione del Lazio.

 

L'Italia è stata per secoli politicamente frammentata in migliaia di piccoli ducati, regni e principati.

Grazie alla nascita delle repubbliche sorelle promosse da Napoleone, sperimenta la possibilità di una unificazione territoriale.

 

I moti del 20/21 non hanno come obbiettivo l'unificazione della penisola, i carbonari si limitano a chiedere costituzioni ai vari monarchi.

 

Il primo ad immaginare una nazione italiana è Giuseppe Mazzini che fonda la "Giovine Italia", cioè un movimento patriottico che vuole promuovere il coinvolgimento di tutta la popolazione e andare oltre la ristrettezza delle società segrete.

Mazzini è un cospiratore ed è quindi costretto a scappare all'estero (Francia e Inghilterra).

Cerca di avvicinarsi e trovare sostegno anche tra le classi operaie, intuisce l'importanza di creare un collegamento tra gli insorti di tutta Europa, fondando la "Giovine Europa" (in Svizzera).

Nonostante i numerosi seguaci, i suoi movimenti non riescono ad avere un consenso di massa.

Il fronte patriottico si divide tra i mazziniani, che sostengono la necessita di una rivolta armata, e i liberali o moderati, che invece vogliono arrivare ad un compromesso con i monarchi per ottenere graduali riforme.

 

Una parte dei moderati vede in Pio IX (papa) un modello di monarca che accoglie le loro rivendicazioni, sostenendo quindi la non necessità della rivoluzione.

Il papa concede l'amnistia e la libertà di stampa.

 

1848 (Prima Guerra d'Indipendenza)

Scoppiano insurrezioni armate a Palermo, Firenze, Torino, Roma, Milano e Venezia

Carlo Alberto, sovrano del regno di Sardegna entra in guerra affianco agli insorti e dichiara guerra all'Austria, (Mazzini era contrario alla guerra di Carlo Alberto e voleva che l'indipendenza fosse una guerra di popolo).

I Borboni e il papa mandano a malincuore alcuni soldati a sostegno di Carlo Alberto che però ha un esercito ridotto e male organizzato che viene sconfitto da quello austriaco prima a Custuza e poi a Novara.

I Borboni soffocano le insurrezioni di Napoli.

Il papa chiede aiuto a Napoleone III per riappropriarsi del trono ( era fuggito in seguito alla proclamazione della Repubblica Romana, che vine poi invasa dalle truppe francesi).

Tutte le costituzioni liberali concesse vengono ritirate.

Carlo Alberto abdica a favore del figlio Vittorio Emanuele II

 

In seguito alle 5 giornate di Milano, ci sono rivolte spontanee della popolazione contro l’Austria.

Il governo austriaco reagisce, con particolare durezza inasprendo la pressione fiscale, giustiziando gli oppositori, e rafforzando le forze di polizia.

 

Primo ministro del regno di Sardegna è Cavour che ha due obbiettivi, da una parte rafforzare la politica economica piemontese (fonda una banca nazionale, rafforza il porto di Genova, potenza l'industria meccanica e i collegamenti ferroviari, e accresce il commercio con l'estero)

Fa crescere il debito pubblico e alza le tasse per pagare le nuove manovre.

L’altro obbiettivo è quello di estendere il controllo della monarchia sabauda a tutta l'Italia settentrionale

 

Cerca anche di far sentire la voce del regno di Sardegna in ambito europeo per questo decide di far partecipare le truppe alla guerra di Crimea (scontro tra Russia e Turchia per il controllo dei Balcani, la Francia appoggia la Turchia) con l'obbiettivo di rivendicare l'Autonomia del Piemonte contro l'Austria.

Nasce una alleanza tra Cavour e Napoleone III, si chiamano gli accordi di Plomberes, segretamente Cavour si assicura il supporto militare francese nel caso in cui gli austriaci avessero attaccato il Piemonte, ed in cambio la Savoia e Nizza tornavano alla Francia.

Cavour fa di tutto per provocare l'Austria schierando truppe ai confini, l'Austria lancia un ultimatum al Piemonte e poi gli dichiara guerra.

 

1859 (Seconda guerra di indipendenza)

 

Grazie a napoleone III la Lombardia viene strappata all’Austria.

Napoleone III firma un armistizio con l'Austria per paura che il Piemonte diventi troppo forte e che l'Asturia venga aiutata a sua volta dalla Conf. del Reno e dalla Prussia.

Quindi il veneto non viene liberato, ma manifestazioni popolari nel centro Italia chiedono l'annessione al regno del Piemonte.

 

La liberazione dell'Italia meridionale avviene grazie all'esercito di volontari guidato da Garibaldi che sbarca in Sicilia con mille Uomini nel 1860 (spedizione dei mille) conquista il consenso popolare abolendo la tassa sul macinato, dalla Calabria risale fino a Napoli sostenuti dalle rivolte dei liberali locali e vince l'esercito borbonico, temendo che Garibaldi invada lo stato pontificio, come vorrebbe Mazzini, Cavour manda l’esercito piemontese guidato da Vittorio Emanuele che convince Garibaldi a fermarsi.

Un plebiscito popolare stabilisce l'annessione del mezzogiorno al Piemonte e Vittorio Emanuele II viene proclamato re d'Italia (1861).

 

L'Italia nasce con un compromesso tra i ceti borghesi del nord e la nobiltà del sud.

Il sud è estremamente povero e popolato principalmente da contadini analfabeti.

Fenomeno del brigantaggio represso nel sangue.

Reintroduzione della tassa sul macinato (colpisce i ceti poveri, chi vive nelle campagne)

Inizia a diffondersi nell'opinione pubblica l'inferiorità del popolo meridionale.

 

 

Nel 1866 dopo aver sconfitto gli austriaci con l'aiuto della Prussia, viene annesso il Veneto.

Nel 1870 viene annesso il Lazio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

 

A differenza della prima, coinvolge tutti gli stati europei e tutti gli strati della popolazione, con aumento esponenziale della produzione e coinvolgimento delle masse sia nel ruolo di forza lavoro che nel ruolo di consumatori.

Viene scoperta l’elettricità, inventato il motore a scoppio e si fanno enormi passi avanti per quanto riguarda la chimica.

 

Nasce la catena id montaggio (sistema fordista-taylorista), con un conseguente aumento del profitto industriale e una pesante dequalificazione del lavoro (alienazione) che porta alla nascita dei sindacati di categoria (di massa).

 

Anche l’agricoltura fa dei passi avanti, con la specializzazione delle culture, la divisione netta tra coltivazione e allevamento e l’avvento di nuovi fertilizzanti e macchine agricole.

 

Sviluppo e ed espansione del settore terziare e dei servizi, nasce la classe sociale degli impiegati (affianco agli operai).

Nasce il vero e proprio capitalismo (si uniscono economia, finanza e politica.

Le banche acquistano sempre più importanza e potere.

Le industrie tendono a riunirsi in cartelli (trust) per controllare settori dell’economia, nascono i primi monopoli.

I processi economici influenzano sempre di più la società, quindi dal benessere di una azienda (molto grande) dipende il benessere collettivo d'intere regioni.

 

Aumenta sempre di più l'interventismo statale in economia da un lato e sull’assetto sociale dall’altro.

Lo stato in parte regola il libero mercato cercando di tutelare gli interessi delle aziende e controlla i conflitti tra capitalisti e forza lavoro.

Le ideologie liberali entrano in crisi e ci si orienta su un’altra tendenza che è quella, da una parte dell'autoritarismo repressivo dall'altra il populismo paternalista (concessioni sociali superficiali).

 

Gli strumenti di controllo delle masse sono da un lato i miti nazionalistici, e dall'altro l'ideologia socialista.

Conseguenza del nazionalismo, è l'odio per il diverso che sfocia nel razzismo.

 

Sempre di più il potere usa l'esercito come strumento di controllo sociale, dipende dal governo e non dal parlamento, e diventa quindi strumento sia di conquista coloniale che di repressione interna.

 

Dal punto di vista culturale si sviluppa il positivismo (mito del progresso, fiducia nel nuovo, processo universale e inarrestabile) progressivamente messo in crisi perché si mettono in evidenza l'impoverimento spirituale che segue il progresso, i disagi sulla psiche delle persone e le vittime stesse del progresso.

Il progresso ha un sacco di ombre, cose poco chiare...

INTERAMENTE REALIZZATO DA MATTIA BONZI