MATTIA BONZI

STUDENTE DI GRAFICA E COMUNICAZIONE

ASPIRANTE WEB-DESIGNER

Mattia.bonzi@itsosmilano.com

ITALIANO

Programma svolto, anno scolastico 2015/2016 4F

IL TEATRO DEL 600

 

SHAKESPEARE

 

I 40 anni di governo di Elisabetta I (1558-1603) regalano all’Inghilterra un periodo di pace e prosperità sia economica che culturale, nascono i primi teatri pubblici: il teatro non è più una forma d'arte riservata alla corte.

I due principali interpreti di questo nuovo teatro seicentesco sono Christopher Marlowe (1564-1593) e William Shakespeare (1564-1616).

 

Shakespeare nasce a Stratford, da una famiglia benestante, frequenta la scuola di grammatica del re, senza però terminare gli studi.

Nel 1992 si trasferisce a Londra, lasciando la famiglia, dove comincia lavorando come attore e poi inizia a scrivere i suoi testi teatrali.

 

Grazie al sostegno del duca di Southampton diventa proprietario prima del Globe Theatre e poi del Blackfrais, con i quali riesce ad accumulare una piccola fortuna.

Nelle suo opere Shakespeare rappresenta il proprio tempo ma affronta anche temi universali, i personaggi sono diventati dei miti perché rappresentano vizi e virtù degli esseri umani.

Inizia anche la produzione di sonetti e diventa famoso all'inizio del 600 per quattro tragedie (Amleto, Othello, Macbeth e Le Lear).

Dal 1610 si ritira a Stratford con la famiglia, ma continua a scrivere per le compagnie teatrali di Londra.

Alla fine della sua carriera ha scritto 37 opere teatrali, molte delle quali sono entrate nel linguaggio e nella cultura comune.

Qui muore nel 1616.

 

La prima parte della sua produzione (1592-1599) è caratterizzata dalla sperimentazione di generi diversi (es. Drammi storici [Riccrado III], commedie [Molto Rumore per Nulla] commedie-fiabesche, [Sogno di una Notte di Mezza Estate], commedia nera [Il Mercante di Venezia] e tragedie [Romeo e Giulietta]).

La seconda parte (1600- 1607) è caratterizzata dalla produzione delle 4 grandi tragedie (Amleto, Othello, Macbeth e Le Lear).

 

  • Amleto [Vendetta e dubbio che impedisce l'azione]
  • Othello [Il male la gelosia la crudeltà
  • Re Lear [Incapacità di riconoscere il bene]
  • Macbeth [Sfrenata lotta per il potere]

 

La terza parte (1607-1616) commedia con elementi fiabeschi e avventurosi (romance) (Pericle, Cimbelino, Racconto d'inverno, Tempesta).

Il pessimismo delle grandi tragedie viene sostituito da una visione più chiara e serena della vita (ad Esempio nella tempesta il tema del potere è trattato in modo diverso e sulla violenza vincono clemenza e saggezza.)

 

 

 

 

 

Re lear

 

Re Lear è un vecchio sovrano, che, sentendosi prossimo alla fine decide di dividere il regno tra le tre figlie, ma prima vuole “verificare” quanto le sue figlie lo amino.

Le prime due, Goneril e Regan, dichiarano il loro amore, mentre Cordelia non lo fa, ma è l'unica che lo ama davvero.

Re lear la disereda e lei sposa il re di Francia, le due sorelle ottenuto il potere scacciano il padre, che assistito dal buffone di corte è costretto a vagare per il regno.

Il re di Francia sbarca in Inghilterra con la moglie (Cordelia) per difender Lear, ma viene sconfitto, la figlia impiccata, il re muore di dolore, una sorella avvelena l'altra e poi si suicida.

 

 

 

 

Macbeth

 

Macbeth e Banquo sono due generali dell’esercito scozzese di rientro dopo una missione.

Tornando al castello incontrano tre streghe, che salutano Macbeth con il titolo di Thane of Cawdor, e gli annunciano un futuro come re di Scozia.

Dicendo a Banquo che lui sarà futuro padre di re.

Tornato indietro Macbeth scopre che il re si sarebbe fermato a soggiornare per un paio di giorni nel su castello, coglie quindi l’occasione per ucciderlo e diventare re, spinto dalla moglie.

Uccide anche Banquo, per la paura che suo figlio possa diventare re.

Seguono anni di regno angosciosi e pieni di paura.

Malcom figlio di Banquo, che era fuggito, marcia adesso con l’esercito sul castello di Macbeth, che muore.

 

 

 

 

Othello

 

Otello è un generale moro, al servizio di Venezia, al quale è stato affidato il compito di guidare l'esercito contro i turchi sull'isola di Cipro.

Otello parte da Venezia in compagnia del luogotenente Cassio.

Lo avrebbe seguito Desdemona, sua moglie, scortata da Iago e la sua consorte Emilia.

Desdemona è sposata con Otello in gran segreto, ma la circostanza viene svelata da Iago.

All'arrivo, scoprono che la flotta turca è stata distrutta dalla tempesta.

L'infido alfiere Iago tenta in vari modi di far destituire Cassio, riuscendoci infine con uno stratagemma, grazie all'aiuto di Roderigo.

Con l'ignara complicità della moglie Emilia, Iago fa arrivare un prezioso fazzoletto di Desdemona tra le mani di Cassio, convincendo Otello del tradimento di Desdemona.

Otello uccide Desdemona nel letto nuziale soffocandola, travolto dalla gelosia.

Subito dopo, Emilia rivela che il tradimento di Desdemona era soltanto un'invenzione di suo marito Iago, il quale freddamente la uccide.

Otello, preso dal rimorso, a sua volta si toglie la vita.

 

 

 

 

Amleto

 

Ad Elsinore, in Danimarca, il fantasma del defunto re appare ad Amleto, suo figlio, e gli chiede di essere vendicato: a ucciderlo è stato infatti il fratello Claudio (zio di Amleto) che si è ora appropriato del trono e ha sposato la vedova moglie del re, Gertrude.

Il principe promette di vendicare il padre, ma vuole la certezza che quello che ha detto il fantasma sia vero, quindi chiama una compagnia teatrale e gli fa inscenare una “tragedia” molto simile alle circostanze nelle quali è morto suo padre, e osserva e reazioni di Claudio, che appare infastidito e irritato da quanto vede.

Convinto di uccidere Claudio, Amleto pugnala polonio, padre di eufemia e Laerte.

Laerte decide di sfidare Amleto, ridendolo colpevole della morte del padre.

Prima del duello avvelena la punta della sua spada, e la coppa dal quale amuleto sovra vincere in caso di vittoria.

In una serie d sfortunati eventi muoiono: Amleto, Laerte, Claudio e Geltrude.

LA LETTERATURA DEL 700 E L'ILLUMINISMO

 

 

L’illuminismo è un movimento culturale che nasce in Francia all’incirca nella metà del 18' secolo.

Ragione e scienza contro e ignoranza e religione.

Nel 1748 Diderot comincia la stesura dell’enciclopedia, aiutato da altri filosofi e studiosi francesi, che ha come obbiettivo di rendere pubblico e accessibile a tutti il sapere umano.

Montesque teorizza il principio della separazione dei poteri, legislativo esecutivo e giudiziario.

L'intellettuale non è più fedele alla corte ma diventa un agitatore d'idee che contribuisce a creare l'opinione pubblica, attraverso saggi e giornali, molti illuministi collaborano con i sovrani di alcuni stati europei.

 

La capitale dell'illuminismo italiano è Milano, dove gli intellettuali illuministi si organizzano in associazioni, come l'accademia dei pugni, dalla quale nasce il periodico “Il Caffè", che diventa una importante rivista politico-culturale, su cui scrivono, tra gli altri, i fratelli Verri e Cesare Beccaria.

 

Il popolo si informa diventa consapevole del proprio posto nella società e vuole diventarne parte attiva.

Newton scopre la legge di gravitazione universale.

Centralità della fisica contro magia e superstizione, il mondo può essere scoperto attraverso l'esperienza diretta e lo studio della natura.

 

Il gran tour diventa tappa indispensabile dell'educazione individuale, attraverso l'esperienza del viaggio, la scoperta del diverso, e può avere due approcci.

 

Il primo è quello inspirato ad una sincera curiosità rispetto alle altre culture, ed è occasione per mettere discussione la civiltà occidentale ("I viaggi di Gulliver" di Swift).

L’altro approccio è quello in cui viene ribadita la superiorità della civiltà europea, giustificando quindi discriminazioni e razzismo. (Robinson Crusoe di daniel Defoe).

La scoperta del diverso sfocia anche nella moda per l'esotico delle classi aristocratiche.

 

Il tempo di vita scandito dai tempi delle fabbriche si contrappone al mito del buon selvaggio che esalta la vita nella natura contro la corruzione della civiltà.

L'illuminismo non dimentica l'aspetto passionale dell'essere umano che viene rivalutato attraverso la valorizzazione dei sentimenti (esempio “I Dolori del Giovane Werther" di Goethe e “Le ultime lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo) e l'esaltazione del piacere dei sensi ("120 giornate di Sodoma" del Marchese de Sade)

 

Nella letteratura del 700 coesistono diverse tendenze:

 

Neoclassicismo: che si sviluppa sopratutto in Francia e in Italia, lo stile classicheggiante deve coniugarsi con un forte impegno civile

Il mondo classico è visto con nostalgia perché cresce la consapevolezza della lontananza del mondo antico e ciò produce un senso d'inquietudine che va oltre la semplice imitazione dei modelli antichi.

 

Preromanticismo: è il gusto per le immagine notturne, la poesia sepolcrale, la corrispondenza tra il paesaggio e lo stato d'animo e l'esaltazione dell'interiorità.

Il rimpianto per il mondo perduto del passato, prevale.

I letterati descrivono sentimenti di ansia e paura di fronte al mondo moderno, razionale e scientifico che turba.

 

Ossianesimo (dal poema "I canti di Ossian" dell'autore scozzese Mc Pherson)

che si sviluppa in Inghilterra ed esalta il mito di una natura umana primitiva e di un medioevo culla dello spirito popolare delle nazioni.

L'epoca a cui ispirarsi è quindi il medioevo e non l'antichità classica

 

Sturm und Drang si sviluppa in Germania, esalta la natura come forza grandiosa e potente e l'artista come genio creatore che non rispetta le regole ma Obbedisce solo alla forza dei sentimenti.

 

In Inghilterra l'ascesa della borghesia alfabetizzata favorisce l'affermazione del romanzo d’avventura e di costume, si diffondono anche i romanzi epistolari (esempio “I Dolori del Giovane Werther" di Goethe e “Le ultime lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo) e autobiografie in cui emergono gli aspetti più personali degli autori.

Il trattato nel 700 diventa l'esposizione di un pensiero soggettivo spiegato attraverso ragionamenti logici (esempio “Scienza Nuova" di Vico).

 

Si diffondono anche i saggi brevi rivolti ad un pubblico non specialistico (Dei Delitti e Delle Pene di Beccaria) e gli scritti satirici o parodici.

La storiografia si rifonda su un modello scientifico basato sullo studio dei documenti (Muratori).

 

In Italia manca un ceto borghese forte quindi non si afferma il romanzo ma prevalgono autobiografie e poesia, il teatro si allarga al pubblico cittadino e si trasforma in spettacolo a pagamento, prevale, il melodramma(basato su musiche e scenografie d'effetto) e l'opera buffa (prevale la componente sentimentale e comica).

 

IL ROMANZO DEL 700

 

 

 

 

Ottiene molto successo in Inghilterra e Francia dove la classe borghese è numerosa, prende le forme di autobiografia, romanzo-confessione, romanzo di “consumo”, romanzo epistolare, romanzo filosofico...

 

Caratteristiche:

 

  • E’ antiletterario, cioè non si deve attenere a modelli classici prestabiliti
  • È sperimentale, mescola gli stili.
  • È fondato sul patto narrativo tra autore (che inventa una storia) e lettore (che ci crede).
  • Necessita un pubblico vasto di lettori e di un autore che viva del proprio lavoro.

 

Per questo motivo il romanzo non si sviluppa in Italia e in Spagna dove manca il pubblico di massa.

In Italia i letterati dell'accademia dell'arcadia preferiscono la poesia e il melodramma.

 

Il romanzo inglese del 700 ha successo perché l'alfabetizzazione è in crescita anche fra le classi sociali più basse, oltre che tra quelle borghesi.

 

Il romanzo inglese si incentra sulla rappresentazione e affermazione dei valori morali borghesi, prevale il romanzo di avventura.

 

Daniel Defoe Robinson Crusoe; (Romanzo d’avventura)

Samuel Richardson Pamela;

Jonathan Swift I viaggi di Gulliver;

Henry Fielding Tom Jones.

Stern Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo.

 

A differenza del romanzo inglese, quello francese si concentrò sull’esplorazione dei sentimenti e delle passioni e la forma prevalente fu il romanzo psicologico.

 

Montesquieu Lettere persiane;

Denis Diderot L’enciclopedia;

Rosseau Le confessioni (Romanzo autobiografico)

Voltaire Candide; (Romanzo filosofico)

 

Con voltaire nasce il romanzo filosofico' il cui obbiettivo è quello d'ispirarsi ad una tesi precisa raccontata in tono polemico e ironico.

Lo stile di Voltaire prevede trame intricate, colpi di scena, situazioni fantastiche ed ambientazioni esotiche.

 

Nel candido, del 1759, Voltaire condanna il fanatismo religioso, intolleranza e oppressione del potere che sono causa di guerre sfruttamenti e abusi.

L'opera nasce da una delusione storica, ovvero che le riforme dei sovrani sono soltanto apparenti e l'Europa continua ad essere sconvolta dalle guerre (guerra dei 7 anni).

Nel romanzo, candido e gli altri personaggi sperimentano le atrocità della guerra, catastrofi naturali, le persecuzioni umane, fino rifugiarsi in una fattoria e scoprire che la vita può essere tollerabile se si ragiona poco e si coltiva il proprio giardino.

L'opera denuncia la presenza del male nel mondo e il bersaglio della polemica ê l'ottimismo filosofico, che lui considera ipocrita e che legettima cecità e rassegnazione, solo attraverso la consapevolezza della presenza del male, l'uomo è spronato a cercare un rimedio.

 

Un altro grande romanziere del 700 è Rousseau, nel suo romanzo 'Giulia o la nuova Eloisa’ descrive la storia d'amore difficile tra un professore e la sua allieva che a causa delle differenze sociali, non può sposarlo, nel romanzo si mettono in luce il rapporto tra città e campagna, civiltà e natura, passione e convenzioni sociali, attraverso descrizione di personaggi che riflettono lo stato d'animo dei protagonisti.

 

Nella Francia del 700 si sviluppa anche il genere del romanzo libertino, di ambientazione aristocratica, incentrato sulla critica della morale comune e l'esaltazione del piacere sessuale.

Esempio: “Le 120 giornate di Sodoma" di De Sade del 1789.

 

L'autobiografia moderna nasce nel 1789 con “La confessione" di Rousseau in cui l'autobiografia non raccontata più la carriera ma i lati nascosti della propria personalità e della propria vita, con l'obbiettivo di rivelare al pubblico le caratteristiche segrete della propria psicologia.

Quest'opera è rivoluzionaria, perché, per la prima volta il racconto di fatti privati di una persona qualunque è al centro di un'opora lettraia e perché si afferma che il valore di un uomo risiede nella sua Interiorità e non nella sua condizione sociale.

 

L’Italia nel campo dell'autobiografia è in ritardo, la narrazione avviene sotto forma di memorie che ricostruiscono il percorso dell'esistenza dell’autore.

Es. “Memorie” di Goldoni (1787) e "Storia della mia vita" di Casanova (1798).

 

 

Anche alfieri, autore di poesie e opere teatrali, scrive una autobiografia intitolata “Vita…" nel 1806.

Alfieri si pone come obbiettivo lo studio dell'uomo attraverso l'analisi di se stesso e divide l'opera in 5 epoche corrispondenti ai più importanti periodi della sua vita: gli anni dell'infanzia, dell'adolescenza e dell’accademia militare, dei viaggi in Italia e in Europa, ed infine gli anni della sua carriera letteraria.

Il tema principale dell'opera è infatti la rievocazione delle tappe che gli hanno permesso di diventare scrittore.

 

La conversione alla letteratura, gli consente di scoprire la propria identità e di trasformarsi da nobile ozioso in poeta capace di superiorità morale e intellettuale.

IL TEATRO DEL 700

 

GOLDONI (1707-1793)

 

 

Nasce a Venezia, studia diritto, ma viene espulso dal collegio e colpito da una depressione, comincia a occuparsi di teatro, si laurea in legge, e trova un impiego come avvocato, con mediocri risultati

Si indebita e per sfuggire ai creditori torna a lavorare in teatro.

Lavora con la compagnia di San-Samuele, poi gli viene affidata la direzione del teatro san Giovanni.

Grazie alla collaborazione con il capocomico Madebach del teatro Sant'Angelo di Venezia, inizia un peridio d'intensa produzione di commedie, che proseguirà anche con il nuovo contratto con il teatro San Luca.

Lascia Venezia per andare a Parigi devo gli viene chiesto di collaborare a commedie d'arte tradizionali, incarico che lascia dopo poco, lavora a Versailles come insegnante d'italiano per le figlie del re, continuando a scrivere per il teatro e la sua autobiografia, muore povero e malato nel 1793.

 

La riforma della commedia

 

A Venezia esistono diverse imprese teatrali, che organizzano spettacoli a pagamento per un pubblico sempre più vasto, che comprende anche le classi popolari.

La commedia dell'arte è il genere preferito dal pubblico, dove gli attori interpretano personaggi fissi (Es. Arlecchino).

Recitando senza copione e affidandosi solo a dei canovacci che riportano lo sviluppo generale della trama.

Le commedie risultano quindi ripetute e stereotipate.

Lui sostiene che sia necessario affidarsi a testi scritti, ispirati alla vita reale quotidiana, si oppone alle rappresentazioni stereotipate della commedia dell’arte, pensa che il teatro possa essere mezzo per raccontare la Venezia e L’Italia del suo tempo, e quindi possa portare a riflessioni su questioni reali.

Nelle sue opere le “maschere” vengono sostituite con “personaggi reali”, inseriti in un contesto preciso e con un profilo psicologico proprio.

Usa l'italiano della borghesia veneta e lombarda per scrivere le sue commedie, e questo gli consente una grande ricchezza espressiva che da voce sia ai ceti nobiliari che hai ceti più umili.

 

La produzione

 

Scrive oltre duecento opere, tra le quali prevalgono le commedie, possiamo distinguere 4 periodi della sua carriera:

 

  1. 1730 1743 Prima della riforma, sperimenta tutti i generi e scrive due commedie in cui i dialoghi del protagonista vengono scritti per intero; A causa di alcune difficoltà tra il 1743 e 1748 è costretto a stare lontano da Venezia.
  2. 1748 1753 Collabora con Madebach, scrive alcuni dei suoi più grandi successi, segando il passaggio da commedia dell’arte a commedia di carattere. (Es. Bottega del caffe e la locdiera.)
  3. 1753 1762 Ebbe una crisi creativa, e ottenne alcuni insuccessi dovuti alla mancata identificazione del pubblico borghese veneziano nella classe borghese rappresentata nella sue commedie, la sua commedia si trasforma in commedia di ambiente, con personaggi popolari strettamente legati all’ambiente in cui vivono.
  4. 1762/1793 Si trasferisce in Francia, scrive alcune commedie e la sua autobiografia in cui racconta con ironia ottanta anni di vita ricca di avventure legata al mondo del teatro.

 

Nelle commedie di Goldoni è difficile distinguere tra "commedia di carattere" in cui prevale l'attenzione per un personaggio e la commedia d'ambiente in cui Goldoni racconta le relazioni tra le persone nei luoghi della vita sociale del 700 (La locanda o La bottega del caffè).

Goldoni racconta la complessità della società veneziana, il rapporto tra persone di diversa classe sociale, evidenzia pregi e difetti delle classi sociali dominanti e idealizza il popolo.

 

 

 

 

LA LOCANDIERA

 

Commedia del 1752 ambientata in una locanda di Firenze, Mirandolina, la locandiera protagonista, fa innamorare il marchese di Forlimpopoli (nobile decaduto), il conte d'Albafiorita (borghese arricchito che ha acquistato un titolo nobiliare) e il cavaliere di Ripafratta (aristocratico, scontroso con le donne), ma alla fine sposa Fabrizio (cameriere della locanda).

 

Il marchese e il conte discutono su chi tra loro sia socialmente più importante per ottenere i favori di Mirandolina.

Il marchese insiste sulla superiorità del proprio titolo, mentre il conte sostiene l'importanza del denaro.

Goldoni critica i patrizi decaduti della società veneziana, ma parteggia per il conte che ha saputo arricchirsi grazie alle sue capacità imprenditoriali.

 

Alla discussione tra i due si uniscono Fabrizio e il cavaliere che si dichiara immune al fascino femminile.

Per il cavaliere le donne sono un intralcio negli affari, lui le disprezza considerandole inferiori, e il suo disprezzo è accresciuto dal fatto che Mirandolina appartiene ad un classe sociale più bassa della sua, il cavaliere incarna i pregiudizi contro le donne, condannati dalla cultura illuministica, Mirandolina sposando Fabrizio si prenderà la sua rivincita.

 

Mirandolina ferita dalla misoginia del cavaliere decide di vendicarsi facendolo innamorare.

Nella locandiera ci sono tracce dei personaggi della commedia dell’arte, ad esempio Mirandolina si ispira alla servetta(contadina astuta che sa come trattare coi suoi padroni) detto questo i personaggi di Goldoni, non sono maschere fisse ma hanno una personalità unica, che li rende simili a persone reali.

 

Mirandolina seduce il cavaliere che infine le confessa il suo amore e la sua gelosia, lei decide si sposarsi con Fabrizio per tutelare gli affari della locanda e il cavaliere ribadisce il suo disprezzo per le donne.

 

Il brano riproduce realisticamente un linguaggio colloquiale perché l'obbiettivo di Goldoni è comunicare con persone comuni; usa spesso espressioni dialettali provenienti da regioni diverse, dando vita ad un italiano semplificato immediatamente comprensibile, Mirandolina diventa modello di emancipazione femminile e trionfa nonostante l'ambiente ostile di cui la locanda è un fedele spaccato.

La lingua della locandiera, più che al fiorentino parlato si ispira alla lingua delle persone colte delle regioni settentrionali, il linguaggio dialettale breve e rapido traduce perfettamente l'immediatezza del parlato.

Goldoni ritiene che la distanza tra le classi sociali sia incolmabile, ogni personaggio accetta la separazione tra i due mondi, borghese e popolare.

Attraverso i personaggi del marchese del conte e del cavaliere, critica la superbia e la meschinità della nobiltà veneziana.

Mirandolina incarna le virtù borghesi del buon senso, dell'astuzia e dell'intraprendenza nonostante in lei convivano il senso del piacere e del dovere.

Il piacere non può scontrarsi con l’utilità e l'amore deve conciliarsi con la convenienza.

 

 

 

 

LA BOTTEGA DE CAFFE

 

È una commedia ambientata in una piccola piazza di Venezia, si svolge nelle locande che si affacciano sulla piazza, principalmente in un caffè, gestito da Ridolfo.

Don Marzio è un nobile decaduto che spia gli altri personaggi, diffondendo voci per la città, in parte vere in parte false.

Alla fine don Marzio viene smascherato e costretto a lasciare la città.

Su don Marzio ricade la responsabilità di ogni male, anche quando rivela verità su personaggi effettivamente poco onesti.

 

Il brano presente sul libro è quello conclusivo, che chiude la vicenda.

Goldoni propone in scena tutti i personaggi disponendoli a coppie e costruendo vivaci dialoghi

Il valore educativo della commedia sta nel ritorno di ogni personaggio al suo ruolo originale, marito, ballerina, etc...

Le posizioni sociali riacquistano valore, ad esempio, Leandro non si finge più conte.

I furfanti sono puniti, i vizi sono guariti [Gioco, Tradire la moglie]

I colpevoli di aver tradito la comunità vengono allontanati, e trionfano i valori morali dei borghesi onesti.

 

IL ROMANZO DEL 800

 

 

 

 

Nell'800 si sviluppano i seguenti generi di romanzo:

 

  • Romanzo storico, sullo sfondo di avvenimenti storici realmente accaduti, si inserisce la vicenda immaginaria, creata dall'autore (Scott, Hugo, Manzoni)
  • Romanzo sociale e realistico: è un racconto ambientato in luoghi e tempi contemporanei all'autore e descrive le contraddizioni della società.(Dickens, Stendhall, Balzai)
  • Romanzo fantastico è un racconto in cui si intrecciano personaggi e situazioni, irreali e magiche, e personaggi e situazioni quotidianoie reali. (Hoffmann)
  • Romanzo di formazione è un racconto incentrato sulla vicenda biografica ed esistenziale del protagonista. (Stendhall, Dickens)

 

In Italia, a causa della scarsa alfabetizzazione, della poca importanza della borghesia e dell'assenza di una lingua unitaria, i romanzo non riesce a decollare e nella prima meta del secolo è presente solo quello storico (Promessi sposi).

 

INGHLTERRA

 

 

 

Walter Scott è il fondatore del romanzo storico in cui la storia è per la prima volta protagonista e determina il comportamento dei personaggi.

In “Ivanhoe", Scott, ricostruisce il passato scozzese attraverso la documentazione di fonti antiche, cui aggiunge un gusto per il pittoresco e l'avventuroso.

Storia ed invenzione si fondono insieme, in "Ivanhoe", alcuni personaggi sono storicamente reali, altri leggendari, ma le vicende sono innestate su uno sfondo storico reale. (Inghilterra medioevale)

 

 

Jane Austen è una scrittrice inglese, nei sui romanzi (Orgoglio e pregiudizio) racconta le storie di eroine femminili, tipiche del suo tempo (che sfidano le convenzioni sociale).

 

 

Emily Bronte è una scrittrice inglese, nel suo romanzo, "Cime tempestose", descrive la passione amorosa in parallelo alle descrizioni dell'ambientazioni, l'opera si fonda sulla contrapposizione fra la casa sulle cime tempestose, e la calma casa della valle.

Il trovatello è l'eroe satanico, simile a quello dei romanzi gotici, animato da una forza distruttiva che sembra provenire della natura stessa.

 

 

Charles Dickens è il padre del romanzo sociale, (Oliver twist) in cui si rappresenta la realtà industriale, e il rapporto padrone-operai.

I temi dell'infanzia sofferente/infelice delle ingiustizie sociali e delle contraddizioni dell'industrializzazione sono tipici dei suoi romanzi.

Con Dickens, inizia “L'anticapitalismo romantico" in cui il capitalismo viene criticato, non da un punto di vista politico o economico, ma da quello sociale/umanitario, ovvero la soluzione delle sue contraddizioni non è affidata alla politica ma ai buoni sentimenti dei singoli borghesi.

 

 

 

FRANCIA

In Francia il romanzo si afferma leggermente più tardi intorno al 1830.

 

 

 

 

Stendhal nei suoi romanzi, “ l rosso e il nero" e "La certosa di Parma", l'autore racconta le contraddizioni della società francese uscita dal congresso di Vienna attraverso una osservazione diretta e spregiudicata della realtà.

La sua scrittura è semplice e chiara, la parola segue la rapidità dell'azione, lo stile si ispira a quello del codice civile napoleonico.

Stendhal è influenzato sia dalla cultura illuministica che da quella romantica e nei suoi romanzi è chiaro il contrasto tra la volontà di agire e l'inerzia, gli alti ideali e l'opportunismo.

Nel rosso e il nero Stendhal si ispira ad un evento di cronaca realmente accaduto, di un precettore che cerca di uccidere la sua ex amante.

I colori del titolo ricino alla contrapposizione tra l'ambitto militare e quello ecclesiastico (il protagonista vive in un seminario).

Stendhal analizza in od spregiudicato sia la vita di provincia ce quella della capitale, accomunate dal culto del denaro e dell'ambizione e dalla sete di potere. (il protagonista non tollera, che la sua carriera venga ostacolata e vuole vendicarsi)

 

 

Balzac "La commedia umana" del 1842 è una raccolta organica di opera diverse scritte per rappresentare in modo dettagliato l'intera società, Balzac studia il condizionamento che l'ambiente esercita sull’uomo, la Francia dei suoi romanzi è caratterizzata dal trionfo della borghesia e dall'affermazione del denaro come unico valore, tutto è trasformato in merce (in "Eugenie Grandet" è evidente la contrapposizione fra l'interesse per il denaro del padre, e l'importanza dei sentimenti sinceri della figlia).

 

 

Constant e De Musset Sono autori di romanzi-confessione, che trattano di avventure/disavventure amorose.

 

 

Hugo è il padre del romanzo storico francese, nelle sue opere ("Notre-dame de Paris", "I miserabili"), descrive le vicende delle diverse classi sociali francesi, dagli straccioni ai potenti, i personaggi sono stereotipati (dominatori egoisti, poveri generosi) e questo gli assicura un grande successo.

 

 

Dumas è il padre del romanzo d’avventura destinato ad essere pubblicato a puntate sui giornali (I tre moschettieri).

 

 

Giorge Sand scrittrice francese di romanzi passionali e campestri.

 

 

 

 

GERMANIA

 

 

 

Hoffmann Mescola, nelle sue opere, la realtà quotidiana ed elementi fantastici, magici, visionari. Affronta alcun temi, come lo sdoppiamento della personalità e la follia, che lo rendono un precursore della letteratura del 900 (L'uomo nella sabbia).

 

 

 

 

RUSSIA

 

 

 

Puskin è il padre della letteratura moderna russa, è poeta, drammaturgo e autore di romanzi. (“La figlia del capitano”), è il suo capolavoro ed è ispirato al romanzo storico di Scott.

 

 

Lermontov è il maestro del romanticismo russo. Nel suo romanzo-confessione, autobiografico “ n eroe del nostro tempo" racconta di un eroe anticonformista e ribelle, che disprezza la massa e per quesito diviene un modello esistenziale sia per i giovani che per gli scrittori dell'epoca.

 

 

Gogol si ispira alla quotidianità della vita moderna e cittadina, nei suoi racconti la città e la burocrazia sono la causa dell'infelicità umana.

 

 

Turgenev Fonda il romanzo campestre russo e descrive con realismo la vita dolorosa dei contadini russi.

 

 

 

 

ITALIA

In Italia si affermano il romanzo storico con Manzoni, in cui la storia è protagonista, ma l'ambientazione è seicentesca, il romanzo storico della contemporaneità, con Nievo, il romanzo-confesione, con Tommaseo e il romanzo campagnolo/sociale, che descrive le condizioni di vita nelle campagne.

 

 

 

Carcano autore di romanzi campagnoli in cui prevalgono il sentimento religioso, che infuse alla pietà e alla rassegnazione, e la volontà di commuovere il lettore borghese, messo di fronte alle miserie del popolo.

 

 

Nievo è un soldato nelle guerre d'indipendenza e segue garibaldi nella spedizione dei mille.

Nel suo romanzo storico “Le confessioni di un italiano" attraverso i ricordi di un vecchio racconta 83 anni di vita del protagonista che nasce veneziano e muore italiano, l'opera è divisa in tre nuclei narrativi, corrispondenti alle fasi di vita del protagonista, Carlo: da prima l'infanzia, poi la giovinezza segnata dalle rivolte sociali e delusioni d'amore ed infine la maturità e la vecchiaia, segnate dai moti rivoluzionari, dal matrimonio, dall'esilio e dalla morte all'estero.

 

 

Tommaseo nei suoi romanzi la soggettività dei personaggi, emerge attraverso l'introspezione psicologica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALESSANDRO MANZONI

 

 

Vita

 

Manzoni nasce a Milano nel 1785, figlio di un conte e di Giulia Beccaria, nipote di Cesare Beccaria.

Quando i suoi genitori si separano, Alessandro è ancora un bambino e per un paio di anni è educato in collegio religioso, poi nel 1805 si trasferisce dalla madre a Parigi con il nuovo compagno Carlo Imbonati.

Muore il suo padre legittimo, che gli lascia in eredità un ricco patrimonio, si sposa con Enrichetta Blondel, ed entra in contatto con alcuni esponenti del giansenismo, convertendosi al cattolicesimo.

Tornato a Milano, dal 1812 comincia un peridoto d'intesa attività letteraria, in cui scrive tragedie, odi, inni sacri e scritti teorici.

Tra il 1821 e il 1823 lavora alla stesura di un romanzo, “Fermo e Lucia", che uscirà dopo una seconda revisione nel 1827 con il titolo “I permessi sposi".

 

Per manzoni diventa centrale il problema della lingua, in Italia non ne esiste una unificata.

Si reca a Firenze per imparare il toscano vivo, unica lingua d'uso comprensibile in tutta Italia.

Negli anni a seguire si dedica alla revisione linguistica dei "Promessi Sposi" che escono in versione definitiva nel 1840, ottenendo un grandissimo successo.

Nel 1860 diventa senatore del regno d’Italia, contribuendo a creare la scuola pubblica italiana.

Fu un grande sostenitore del processo di unita nazionale e pur essendo cattolico è favorevole all'annessione di Roma, muore a Milano nel 1873.

 

 

 

Cultura

 

La cultura di Manzoni comprende:

L'eredità dell'illuminismo lombardo di Parini, Beccaria e Verri che erano stati modelli intellettuali capaci di agire nella società;

L'influenza del romanticismo europeo con la sua attenzione per la storia nazionale, il sentimento popolare e gli ideali religiosi cristiani

L'influenza della cultura francese, legata alla società civile e al dibattito liberale.

L'influenza dello spirito religioso proposto dai giansenisti che esalta il contrasto tra il bene e il male, il cristianesimo è considerato fondatore, di valori di ugualianza e fratellanza è legittima la condanna degli oppressori, il dio di Manzoni è contraddittorio, può essere rifugio e consolazione ma anche una minaccia.

 

Manzoni rinnova la cultura letteraria italiana, dedicandosi al romanzo che fin a quel momento era stato messo da parte e considerato un genere minore riservato alle classi sociali più basse e disprezzate per il suo realismo.

Con “I promessi sposi" crea una nuova lingua in cui quella letteraria e quella parlata si fondono, rendendo così la letteratura comprensibile al popolo.

 

 

 

Le opere

 

Nella produzione giovanile, spicca la poesia “In morte di Carlo Imbonati" (1805) che dedica al suo patrigno appena deceduto.

Imbonati è per Manzoni modello di vita e di letteratura, per lui l'impegno morale di un’uomo è la cosa più importante.

 

Nel 1812 progetta dodici inni sacri, corrispondenti alle principali festività cattoliche, ne pubblicherà poi solo sei.

Trova nei temi religiosi un grande interesse, perché pensa che si possano rivolgere ad un gran numero di persone.

Intercetta le necessita dei fedeli e insieme manifesta il suo entusiasmo religioso, dovuto alla recente conversione.

 

Scritti teorici (tra il 1815 e il 1825), Manzoni si dedica a scrivere saggi che riguardano questioni morali, teologiche, storiografiche, di letteratura e di lingua.

Nelle “Osservazioni rulla morale cattolica" Manzoni afferma che la morale cattolica non può risentire dei mutamenti storici perché ha origini divine e non umane trascende il tempo, quindi la chiesa non può essere la causa della decadenza morale degli italiani.

 

Nel “Discorso sopra alcuni punti della storia longobarda in Italia, prende in considerazione il punto di vista del popolo e afferma che la chiesa è stata vicina esigenze delle masse durante l'occupazione longobarda di Italia, e ha favorito l'integrazione tra dominatori e dominati.

 

Negli scritti di poetica (“Prefazione al conte di Carmagnola", “Lettera al signor Chauvet”, "Lettera a cesare d’afelio”) afferma che la letteratura è inseparabile dall'utile morale pratica, che lo scrittore non deve inventare ma attenersi ai fatti, cercando di ricostruire pensieri e sentimenti dei protagonisti: la poesia non contraddice la storia ma la integra e la competa.

Manzoni afferma che l'arte deve avere l'utile per scopo, il vero per soggetto, e l'interessante per mezzo (l'arte deve essere utile agli uomini moralmente e praticamente, deve fondarsi sul vero storico e sulla realtà e deve servirsi di argomenti che interessano il maggior numero possibile di persone).

 

"Scritti linguistici” ("Sulla lingua italiana", "Saggio sul vocabolario italiano", "Dell'unita della lingua") sostiene il primato della lingua parlata su quella scritta, in particolare de toscano parlato dalle persone colte, in quanto senatore potrà difendere le sue idee sull'unificazione linguistica dell'Italia, che saranno la base dell'insegnamento scolastico dell'italiano nel regno d'Italia.

 

Le odi civili: La poesia civile di Manzoni nasce in relazione a particolare momenti storici e politici.

"Aprile 1814", scritto in seguito alla sconfitta di napoleone.

"Proclama di Rimini", esalta il proclama di Murat che invita gli italiani a lottare per l'indipendenza nazionale.

"Marzo 1821" che celebra i cori carbonari e l'entusiasmo per l'indipendenza.

"5 Maggio" scritta per celebrare la morte di napoleone, come se fosse un eroe e in cui la storia trova un equilibro con il disegno religioso.

 

 

 

 

Le tragedie

 

Negli anni dei moti liberali e del loro fallimento, Manzoni trova nella tragedia la forma letteraria in grado di rappresentare lo scontro tra istanze morali diverse, sceglie il modello della tragedia di Shakespeare, ricca di personaggi e situazioni che si intrecciano, scrive delle appendici storiche da accompagnare alle tragedie per ricostruisce l'epoca in cui l'azione è ambientata, affrontando così il rapporto tra storia e volontà individuale.

Un'altra novità è l'inserimento del coro che diventa il luogo in cui Manzoni può esprimere le proprio idee.

 

"Conte di carmagnola"(1820)

Racconta sei anni di vita di un capitano di ventura del 400, Carmagnola a capo del'esercito veneziano sconfigge i milanesi, ma decide di lasciare liberi i prigionieri e di non inseguire l'esercito nemico in ritirata, e per questo viene condannato a morte.

Al centro della tragedia Manzoni pone il contrasto tra la correttezza politica e morale del protagonista e il mondo falso e ipocrita della ragione di stato.

 

"Adelchi" (1822)

Racconta le vicende del principe Adelchi, figlio del re longobardo Desiderio.

Manzoni ambienta la tragedia in pieno medioevo e riflette sulla relazione tra longobardi e franchi per il dominio dell'Italia, Adelchi è un personaggio moderno, ricco di contraddizioni, ed è in qualche modo vittima della situazione in ci si trova ad agire, ovvero quella di oppressore del popolo latino.

In quanto portatore d'ideali morali è destinato alla sconfitta e la sua morte assume il senso cristiano di una espiazione delle colpe in cui si intravede la provvidenza divina.

E' un eroe romantico in cui dovere e sentimento sono impossibile da conciliare.

 

 

 

 

I PROMESSI SPOSI

 

La scrittura all'opera impegna Manzoni per più di venti anni, egli vuole raccontare la storia di quelli che non hanno storia e raggiungere un pubblico vasto di lettori.

Perciò sceglie il genere del romanzo storico ispirandosi ai romanzi di Walter Scott.

Inizia la stesura del romanzo nel 1821, e trae spunto da due testi di documentazione storica, nel 1823, termina la prima redazione del romanzo dal titolo “Fermo e Lucia".

 

Il romanzo è diviso in quattro tomi, c’è un gusto per le situazioni crudeli e l'intento a descrivere la psicologia de personaggi in termine d'inquietudini profonde.

La struttura è molto rigida e schematica.

Nel 1824 Manzoni comincia una profonda revisione del romanzo abolisce le lunghe digressioni, elimina gli episodi romantici e legati al romanzo nero, aggiunge parti storiche e documentaristiche, riorganizza la trama in tre tomi e modifica lo stile e la lingua cercando di uniformarli a l toscano vivo, questa edizione del 1827 porta il titolo di “I promessi sposi”.

Manzoni ha intenzione di proseguire la revisione linguistica e di "risciacquare i panni in Arno" ovvero ispirarsi alla lingua parlata dai fiorentini colti.

La rivoluzione linguistica non si attua solamente sul lessico (che impiega un numero ristretto di vocaboli di uso comune) ma sopratutto sulla sintassi, ovvero sulla costruzione dei periodi che possono essere molto elaborati e complessi, ma anche immediati e spontanei.

 

Nel romanzo si sovrappongono voci di personaggi diversi, l'uso frequente dell'ironia e del sarcasmo movimentano lo stile e producono un linguaggio immediato e popolare del tutto nuovo nella letteratura italiana.

Nella versione definitiva del 1840, l'opera è divisa in un'introduzione (in cui afferma di aver trovato un manoscritto anonimo del 600, che racconta la storia di Renzo e Lucia), 38 capitoli di narrazione della trama e un'appendice storica dal titolo "storia della colonna infame").

 

Manzoni rispetto al presunto manoscritto, si pone come un narratore moderno che sa molte più cose di quello seicentesco perché può controllare la veridicità dei fatti, basandosi su molte fonti, a conoscenze linguistiche e culturali superiori e può dare giudizi, morali, politici, religiosi che influenzano il lettore mostrandogli dove sta il bene e il male, conosce i suoi personaggi e li inserisce in uno spazio geografico preciso.

 

Il romanzo prende spunto da vicende storiche che si svolgono tra il 1628 e il 1630 a Milano e dintorni, l'ambientazione lombarda è dovuta in parte a ragione personali (perché Manzoni conosce direttamente i luoghi, o si può documentare) ma anche agli aspetti di somiglianza tra la Lombardia del 600 dominata dagli spagnoli e la Lombardia di inizio 800 dominata dagli austriaci.

 

La dimensione storica ha un aspetto negativo, perché la storia vanifica gli sforzi umani, Manzoni polemizza contro la storia che si contrappone, alla tragicità della vicenda umana: il 600 è il secolo in cui trionfa l’irrazionale, il sopruso nobiliare e la religiosità della controriforma.

Manzoni riflette su quali forze agiscano nella storia, sul ruolo della causalità/provvidenza, e sul significato dell'esistenza umana.

 

Sono protagonisti i luoghi aperti ovvero il paese, città e la strada, che hanno grande importanza simbolica, paese e città sono in contrapposizione tra di loro, il mondo patriarcale e contadino rassicurante da cui provengono i protagonisti è contrapposto al mondo della città, logo di violenza sia dei potenti che del popolo.

La strada è il luogo degli incontri e delle esperienze che cambiano la vita dei protagonisti, tra gli spazzi chiusi ha una grande importanza il castello, oltre al convento e all'osteria.

 

Al centro del romanzo ci sono i rapporti di forza tra i personaggi: due giovani vogliono sposarsi, degli oppressori glielo impediscono e altri personaggi li aiutano.

I rapporti tra i personaggi sono esprimibili secondo delle coppie oppositive. Es. Renzo e Don Abbondio, Lucia e l'innominato, Padre Cristoforo e Don rodrigo, Cardinale Borromeo e Don Abbondio.

 

Padre Cristoforo rappresenta la chiesa popolare, buona e militante; la monaca di Monza, la chiesa potente che si fa strumento di oppressione e il cardinale Borromeo la chiesa potente e buona che difende gli oppressi.

 

Quattro dei principali personaggi provengono dal mondo polare e borghese (Renzo, Lucia, Don Abbondio, Frate Cristoforo) e quattro dal mondo nobiliare (Don

Rodrigo, Innominato, Monaca di Monza, Cardinale Borromeo).

 

 

I personaggi principali:

 

Renzo, attraverso le sue avventure compie un processo d'iniziazione: da operaio diventa imprenditore e maturerà una nuova concezione del mondo, non priva di limiti morali e intellettuali.

 

Lucia, il suo spazio è quello domestico, è delicata e forte allo stesso tempo, costante nei sentimenti, rispettosa dei propri valori, accetta pazientemente le sue sventure, ma sa essere anche determinata.

 

Padre Cristoforo, è la guida morale dei protagonisti, i suoi tentativi di risolvere i problemi non vanno mai a buon fine, perché si scontra con i limiti della realtà, ma quel che conta è la forza della sua morale e non tanto l'esito della sue azioni.

 

Don Abbondio, figura misera e meschina di chi sta dalla parte del più forte, ed è al tempo stesso oppresso e oppressore.

 

Innominato, è un grande uomo alle prese con le questioni più alte sul senso della vita, la sua conversione lo porta ad un diverso impegno nella società.

 

Geltrude/monaca di Monza, la sua storia è il racconto di una violenza, psicologica e verbale da parte della nobile famiglia e di un processo di colpevolizzazione da parte del potere ecclesiastico.

 

Cardinale Borromeo, è una sorta di santo, esponente di un cristianesimo illuminato che si oppone all'immoralità del suo secolo, grazie al suo intervento, la vicenda prende un esito positivo.

 

I personaggi secondari della vicenda Appartengo a diverse categorie sociali, Manzoni riesce a creare vere e proprie tipologie umane di nobili, oziosi cinici e superbi, uomini violenti, figure popolari etc…

 

 

La prima e la terza versione del romanzo cioè quelle del 23 del 40 comprendono anche un appendice storica sulla vicenda dei processi agli untori (storia della colonna infame) inizialmente, Manzoni si limita a raccontare una storia, mentre nella versione definitiva, a partire da prove storiografiche, descrive una profonda riflessione morale, giungendo ad un punto di crisi e chiedendosi, che cosa tra romanzo e storia possa dire la verità.

 

Il romanzo è diviso in 6 nuclei narrativi principali, all'interno dei quali sono inserite tre digressioni: su Geltrude, sull'innominato, sulla carestia/guerra/peste.

 

    1. Don Abbondio viene obbligato, per volere di don rodrigo, a non celebrare il matrimonio.

         Agnese madre di Lucia, chiede aiuto all'avocato, azzeccagarbugli, Lucia chiede aiuto a padre Cristoforo (un uomo che prima di

         farsi frate aveva ucciso il suo aggressore).

        Padre Cristoforo cerca di convivere don rodrigo, senza risultati,

        Si organizza un matrimonio clandestino che fallisce.

        Don rodrigo cerca di rapire Lucia, ma non ci riesce.

        Agnese e Lucia fuggono dal paese, grazie all'aiuto di Padre Cristoforo.

 

    2. Renzo e Lucia si separano.

        Agnese e Lucia vanno a Monza nel convento di Geltrude.

    • Prima digressione, storia di Geltrude e della sua monacizzazione forzata.

 

    3. Renzo arriva a Milano, e prende parte ai tumulti per il pane, viene arrestato, ma riesce a fuggire, verso il territorio di bergamo dove

        abita il cugino.

    • Seconda digressione Padre Cristoforo viene trasferito a Rimini, Don Rodrigo chiede l'aiuto dell'innominato, storia dell'innominato.

 

   4. L'innominato aiuta don rodrigo, Geltrude viene convinta a far uscire Lucia dal convento e viene quindi rapita e portata al castello

        dell'innominato.

        Lucia e l'innominato si parlano e l'innominato è sconvolto, mentre Lucia fa voto di castità se fosse riuscita a salvarsi.

        L'innominato incontra il cardinale Borromeo e, insieme, decidono come salvare Lucia, che viene liberata e portata a Milano.

    • Terza digressione, storia della carestia, discesa dei lanzichenecchi tedeschi che portano la peste, storia della peste.

 

    5. Don rodrigo si ammala di peste e anche Renzo che decide di andare a Milano a cercare Lucia, che però si è Ammala ed è stata

        porta al lazzaretto.

        Renzo viene scambiato per un untore, ma riesce a raggiungere il lazzaretto, dove trova padre Cristoforo, che nonostante sia

        anch'egli malato, continua a curare gli altri compreso don Rodrigo.

        Renzo assiste alla morte di Don Rodrigo e lo perdona.

 

    6. Renzo ritrova Lucia che sta guarendo, padre Cristoforo scioglie il voto di castità di Lucia.

        Renzo, Lucia, Agnese e Don Abbondio tornano al paese, l'erede di don rodrigo acconsente alle nozze, i giovani si sposano, e si

        trasferisco nel bergamasco dove Renzo diventa un imprenditore nel campo della seta.

 

 

 

 

Don Abbondio e i Bravi

 

Il brano comincia con l'incipit del romanzo, Manzoni cerca il massimo di precisione e realismo nel descrivere i luoghi in cui ü ambientato il racconto.

L'ambientazione è estremamente rigorosa e non lascia spazio alla fantasia.

Manzoni fa riferimento al tempo in cui è ambientato il racconto, ovvero la dominazione spagnola in Lombardia, e indica che la vicenda comincia la sera del giorno 7/11/1628 poi descrive don Abbondio che cammina verso casa pregando e si accorge che vicino al tabernacolo ci sono due bravi, si rende conto che stanno aspettando proprio lui, segue una discussione in cui i bravi minacciano don Abbondio e lo invitano a non celebrare il matrimonio tra Renzo Travaglino e Lucia Mondella.

La passeggiata di Don Abbondio viene descritta con l'intento di mostrare il carattere del personaggio che ha fondato la sua vita, sulla assoluta obbedienza ai voleri dei più forti.

Don Abbondio si chiede se può scappare o se ha commesso qualche torto nei confronti di qualche potente ma poi decide di mostrarsi remissivo nei confronti degli ordini di don rodrigo.

I bravi si allontanano e don Abbondio torna verso casa sconvolto da questo incontro, poi Manzoni fa un ritratto del personaggio.

L'introduzione geografica prepara l'entrata in scena dei personaggi.

Il riferimento al contesto storico utilizza l'ironia per condannare la violenza dell'Occupazione militare degli spagnoli che molestano gli abitanti, rubano e saccheggiano.

Lo spirito del tempo si manifesta sia in don Abbondio che nei bravi, Manzoni descrive una società bestiale, basata sulla paura in cui la forza e la violenza sono elementi incontrollati, e non ce nulla che tuteli i più deboli, don Abbondio viene descritto come un animale senza artigli che rischia di essere divorato, o come un vaso terracotta costretto a viaggiare con vasi di ferro.

L'unica possibilità di sopravvivenza sta nel cercare di essere neutrale quando si creano conflitti, o se costretto, prendere la parte del più forte.

 

 

 

 

La predizione di padre Cristoforo

 

Padre Cristoforo si trova nel Catello di don rodrigo in attesa di parlare con lui, gli chiede di compiere un atto di giustizia, ma don rodrigo risponde con la proposta di mettere Lucia sotto la sua protezione, di8 fronte a questo affronto l'ira di padre Cristoforo esplode, i due discutono animatamente e padre Cristoforo abbandona la stanza.

I due personaggi usano linguaggi differenti.

Quello di padre Cristoforo è il linguaggio dei religiosi, pieno di citazioni bibliche, ma allo stesso tempo semplice.

Il linguaggio di don rodrigo è quello dell'onore cavalleresco, che diventa però il linguaggio dell'arroganza e della sopraffazione, fatto di giri di parole e di scatti d'ira.

Di fronte alla provocazione di padre Cristoforo che esplicita di non temerlo più, don rodrigo "si toglie la maschera", dandogli del tu e rivela tutta la sua mediocrità.

Lo scontro tra i due personaggi simboleggia lo scontro tra i buoni e i cattivi, Padre Cristoforo non è perfetto, in lui sono presenti l'uomo vecchio (l'omicida) e l'uomo nuovo che ricerca la virtù cristiana dell'umiltà quotidianamente.

Don Rodrigo è un personaggio privo di grandezza, la sua sicurezza e la sua forza vengono intaccate dalla profezia di Padre Cristoforo, che gli promette che la collera di dio si abbatterà su di lui e che quindi un giorno sarà punito.

 

 

LA POESIA NELL’800

 

In epoca romantica la lirica è la forma poetica ideale per consentire agli scrittori di esprimere i propri sentimenti e raccontare esperienze e valori universali.

L'IO del poeta è al centro di tutto e il poeta romantico, da un lato entra in contatto con la natura (identificandosi con essa, oppure, entrando in conflitto con l'ambiente circostante) dall'altro si rivolge al mondo esterno e diventa portavoce del suo popolo (nasce il mito del poeta-vate che esprime i drammi storici di intere nazioni.)

Germania e inghilterra sono le nazioni guida del romanticismo europeo, e qui la poesia affronta tematiche più esistenziali e religiose, mentre in francia e italia, prevalgono temi sociali e patriottici.

 

 

 

Poesia romantica in Ingliterra

 

Ci sono due generazione di poeti romantici inglesi.

Alla prima appartengono: Wordsworth e coleridge.

Alla seconda: shelley, byron e keats.

 

 

Wordsworth è il padre della poesia romantica inglese, nella prefazione alla seconda edizione delle ballate liriche (1798) enuncia le caratteristiche della nuova poesia: avvenimenti e situazioni della vita comune, elementi sublimi e fantastici, linguaggio quotidiano, eccezionalità del poeta che è considerato come un profeta in grado di rivelare più degli altri uomini, il senso nascosto della vita, attraverso le sue percezioni e passioni.

 

 

Coleridge, collabora con wordswoth alla stesura delle ballate liriche, scrive la ballata del vecchio marinaio(1798), in cui un vecchio marinaio che ha ucciso un albatros senza ragione è costretto al termine di un viaggio apocalittico a ripetere la sua storia a tutti quelli che incontra, la poesia diventa quindi una sorta di espiazione per un colpa commessa.

Nella sua opera “Kubla Khan" Coloridge racconta una visone onirica di un palazzo orientale, e questo testo da il via all'interesse per l'oriente misterioso.

 

 

Shelly è il prototipo del poeta romantico, ribelle, individualista e viaggiatore, in lui il desiderio di identificazione dello spirito umano con quello della natura è  fondamentale, in "ode al vento occidentale” (1820) il vento è simbolo della forza dell natura capace di agire anche all'interno dell'uomo ed il poeta attraverso il suo canto lo può rivelare a tutti.

 

 

Byron è il modello di poeta avventuriero interessato ai moti di liberazione nazionale, infatti partecipa ale lotte per l'indipendenza della grecia, scrive opere di ambientazione esotica e componimenti comico-satirici(1819).

 

 

Keats è un medico che celebra il culto per la classcita greca e per il medioevo nella sua ballata “La bella dama senza pietà" affronta il tema della morte e dell’amore, entrambe forze potenti che attraggono l'uomo.

“La bella doma senza pietà” (1819)

Una voce del popolo interroga un immaginario cavaliere vittima del fascino di una donna misteriosa che si rivela essere un amata incantatrice.

Il paesaggio autunnale siìuggerisce una atmosfera di malinconia e inquietante.

La bella dama simboleggia la morte che si serve dell'amore per soggiogare l'uomo, il cavaliere  non è stregato solo dalla bellezza, ma è attratto anche dal suo potere malefico.

Keats parla anche del privilegio e della condanna della poesia: scrivere significa sconfiggere la morte attraverso l'arte, ma il privilegio dell'immortalità è pagato al prezzo di una morte precoce (keats muore giovassimo di tisi).

L'attrazzione verso la morte si spiega nella spinta che genera a scrivere le liriche più belle mente la repulsione è dovuta lla consapevolezza del prezzo da pagare.

 

Poesia romantica in Germania

 

La prima generazione di poeti romantici tedeschi è attiva nella città di Jena tra la fine del '700 e l’inizio dell'800 ed è rappresentata dai poeti Novalis e Holderlin

 

Novalis, l'evento centrale della sua vita è rappresentato dall'amore per una giovane morta quindicenne, nella sua opera "Inni alla notte" (1800) novalis idealizza la figura di Sophie.

Identifica la notte con la morte e l'infinito mentre il giorno con la vita e il finito.

La fusione tra finito e infinito si raggiunge solo attraverso un viaggio mistico guidato dalla fanciulla morta, la tensione verso la morte liberatrice è dunque anche tensione d'amore finalizzata al ricongiungimento con la ragazza amata.

 

Nel secondo inno alla notte, il poeta contrappone il giorno, cioè la vita terrena, alla notte e alla sua eternità.

Attraverso l'amore gli uomini nel mondo terreno possono entrare in contatto con l'infinito .

 

Holderlin si innamora della moglie di un banchiere presso il quale lavora come precettore, e che canterà con il nome di Diotima (1799).

Costretto a fuggire, al suo ritorno in Germania scopre che la donna amata è morta e cade in preda alla pazzia.

La sua produzione poetica si ispira alla poesia classica e alla mitologia greca, ma l poetica di helderlin, è profondamente romantica, perché racconta dell'unita originaria dell'uomo con il tutto e la stura.

La modernità ha distrutto l'armonia tra uomo, natura e divino, la terra vive nella desolazione e nella povertà, ma la poesia annuncia l’avventio di una nuova età in cui l’uomo tornerà ad essere in simbiosi con la natura.

 

Nella poesia “Diotima", il poeta invoca la donna amata simbolo della poesia e dell'armonia e la invita a riconciliare gli elementi del mondo i lotta tra loro.

Gli uomini sono divisi nel proprio animo e separati dalla natura.

Il poeta spera che in futuro la natura dell'uomo possa tornare ad essere serena alla fine delle turbolenze della storia, come i boccioli dei fiori ce resistono all'inverno e si schiudono in primavera, tuttavia il presente è desolante, gli dei sono fuggiti e il mondo è in preda alle tempeste.

Il poeta rimpiange la bellezza del mondo classico e Diotima oltre a rappresentare l'armonia originaria simboleggia l'energia vitale della natura che può risorgere.

INTERAMENTE REALIZZATO DA MATTIA BONZI