LA PSICOLOGIA DEL NAZISMO

 

Il nanismo è un problema psicologico influenzato da fattori socio-economici.

Analizzandolo solo da un punto di vista psicologico si manifestano i “sintomi” contrastanti della sodomia e del masochismo.

I sentimenti contrastanti del desiderio di sottomissione e della brama di potere.

Questi sentimenti erano già presenti nell’opinione della classe media anche prima dell’avvento del nazismo, ed è stato proprio per questo motivo che ha potuto prendere piede così velocemente ed insinuarsi in tutte le classi sociali.

Gli anni che seguirono la prima guerra mondiale furono molto duri per la classe media tedesca, indebolita psicologicamente (dalla sconfitta, la caduta dell’impero e la distruzione) tanto quanto economicamente (dall’inflazione prima e dalla crisi dopo oil ’29).

Si erano sconvolti gli equilibri che prima regnavano indiscussi sulla società, la classe operaia aveva aumentato enormemente il suo prestigio, così quello della classe media borghese andava sciamando.

Inoltre anche il concetto di famiglia er astato distrutto, la nuova generazione non si curava più che le proprie scelte fossero approvate dalle famiglie.

La classe media è quindi disorientata e persa nella confusione, senza un gruppo di riferimento nel quale nascondersi e sentirsi meglio (pulsione gregaria).

 

Come si diceva il carattere autoritario del nazismo si può descrivere come la simultanea presenza di impulsi sadici e masochisti.

Per impulsi sadici si intende l’aspirazione ad un potere illimitato su di un’altra persona, per masochismo l’impulso a dissolversi e sottomettersi ad un potere assoluto, irresistibile.

Hitler è stato molto abile a “architettare” un sistema dove ognuno avesse i propri punti di riferimento, qualcuno sopra di lui che detiene il potere, e qualcun altro “più inferiore” su cui sfogare la propria brama di potere.

Il borghese medio tedesco si sente molto più sicuro di se adesso che può toccare con mano la vastità dell’ideologia razzista, e molto meno solo vedendo che come lui altre migliaia di persone sono nella sua stessa situazione.

Per questo hitler ritiene importantissime le riunioni politiche di massa, danno all'individuo insicuro di se una visione ampia della “massa” e della sua forza, insieme agli altri adesso non si sente più solo ma parte di qualcosa di più grande (impulso masochista a dissolversi in un potere più grande).

Hitler stesso, vertice della piramide sociale nazzista dice di sottostare ad un potere più grande di lui: dio, il destino, la storia e la natura.

In realtà hitler “sta al gioco” dei grandi poteri già consolidati, l’economia  e la grande industria.

Ritiene illogico ed innaturale scontrarsi contro poter più forti di lui, il nazismo come ideologia ha sempre nel mirino solo obbiettivi ritenti più deboli.

AUTRITA' ANONIMA E DOCLE PERSUASIONE

 

Fromm sostiene che negli ultimi anni (è stato scritto nel 19 1, ma a parer mio rimane attuale anche oggi) la coscienza stia perdendo il suo ruolo regolatore.

Ognuno è completamente libero, ma non deve interferire con la libertà legittima degli altri.

Il potere e l’autorità si stanno nascondendo, per essere più efficaci e meno contestabili.

Assumono le sembianza del senso comune, l’opinione publica, la morale comune, la normalità.

In questo modo è impossibile combattere contro queste autorità, perché non esistente un nemico chiaro contro cui combattere.

Inoltre gli “ordini” non vengono dati sotto forma di veri e propri ordini, li fanno sembrare dei suggerimenti, questo porta le masse a pensare che non ci sia effettivamente un'ordine da rispettare.

Nell’autorità anonima sia il comando che il condonante sono invisibili.

LA NASCITA DELLA PROPAGANDA

 

Per poter analizzare il fenomeno della propaganda è necassario descrivere due differenti concetti di democrazia.

Il primo è democrazia per come dovrebbe essere intesa, in cui l’opinione biblica ha i mezzi per partecipare attivamente all vita politica del pease ed i mezzi di informaione sono liberi e aperti.

Il secondo concetto di democrazia  sostiene che si debba impedire all' opinione di gestire i propri interessi, In quanto ne è incapace, I mezzi di informazione sono al servizio del governo E sono uno strumento di controllo.

 

La prima operazione di propaganda promossa da un governo moderno avvenne negli stati uniti con il presidente Wilson eletto nel pieno della prima guerra mondiale, l'amministrazione si era impegnata ad intervenire nel conflitto, Mentre la popolazione era profondamente contraria a quest’opinione.

Fu istituito una commissione chiamata Creel che riceve in sei mesi a trasformare la popolazione pacifista in una massa isterica e guerrafondaia.

La tattica usata era quella the controllare le opinioni degli uomini più intelligenti della comunità, che avrebbero poi diffuso l'ideologia tra la popolazione.

Walter Lippmann, Giornalista americano, sostiene che questa nuova tattica si chiami "costruzione del consenso”.

Lippmann, elabora una complessa teoria democratica, In cui riconosce due attori principali, la classe specializzata, formata dagli uomini più intelligenti ed intraprendenti della società che hanno il compito di guidare il popolo, ed il branco confuso formato da tutto il resto della popolazione che sostiene sia incapace di governarsi Devi fare del bene per se stesso.

Egli sostiene che ci si debba difendere dal calpestio e dal frastuono del branco confuso, guidandolo quindi verso il bene comune che esso non è in grado di riconoscere.

Secondo Lippmann il branco ha il solo compito di essere spettatore, con la possibilità di tanto in tanto di esprimere la propria preferenza verso un esponente della classe specializzata.

ÈÈ importante perché tutto questo riesca senza problemi che il branco confuso sia distratto da qualcos'altro, Qui la televisione e lo spettacolo giocano un ruolo fondamentale.

La propaganda è per la democrazia quello chi è la repressione violenta in uno stato totalitario, uno strumento indispensabile per poter governare.

Un requisito fondamentale di questo sistema è la non possibilità di organizzazione da parte del popolo, in questo modo un individuo disaccordo con le idee del governo si crede pazzo perché pensa di essere l’unico ad vere queste idee, ma è solo ciò che gli lasciano pensare.

ACCULTARAIZONE E ACCULTURAZIONE

 

Nessuna ideologia, nemmeno quella nascita o nazista, sono riuscite a fare ciò che ha fatto il consumismo.

Il fascismo si limitava ad ottenere un consenso a parole, lasciando però le sottoculture libere di prosperare (contadine, proletarie).

L'ideologia del consumo non si accontenta dell'uomo che consuma ma pretende che non siano concepibili altre ideologie.

La vecchia ideologia che omologava tutti gli italiani era il cristianesimo, il quale però è messo oggi in crisi dall’avvento del consumismo.

I modelli di uomini e donne che compiano in televisione (e che sono quindi l’aspirazione di tutta la società delle classi medie) hanno molto poco di religioso, ma avvalorano la vita attraverso il culto del denaro e dei beni materiali.

La televisione coem già detto ha un potere enorme in questo sistema, non solo come mezzo tecnicoma proprio come centro di elaborazione di messaggi e standard.

Non c’è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva.